MedFilm Festival: Siria protagonista a inaugurazione

Domani sera a Roma 'The Day I Lost My Shadow' vincitrice Venezia

09 novembre, 12:52

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ROMA - Sarà una proiezione sulla guerra in Siria ad aprire domani il MedFilm Festival 2018 che proseguirà a Roma con una ricca programmazione fino al 18 novembre. Il film scelto per inaugurare la manifestazione, 'The Day I Lost My Shadow', sarà proiettato alle 20 al Cinema Savoy e vanta il Leone del futuro - Premio Venezia opera prima 'Luigi De Laurentiis'. Il riconoscimento veneziano è arrivato per una storia prodotta con molte difficoltà e che si sofferma su uno spaccato di vita della popolazione siriana, vittima del conflitto che da sette anni sconvolge il Paese.
Per raccontarlo, la regista Soudade Kadaan, classe 1979, ha dovuto abbandonare il suo linguaggio da documentarista e abbracciare quello della fiction. Siriana nata in Francia, Kadaan ha realizzato il suo premiato lavoro in Libano affrontando diversi problemi, come ha spiegato ad ANSAmed: "Le difficoltà di questo film sono quelle tipiche di un'opera indipendente e della perdita del proprio Paese, cioè di tutto: le persone da trovare, i luoghi che abbiamo dovuto creare, i finanziamenti che abbiamo dovuto cercare, ma farlo è stato anche molto stimolante. Volevo che il film avesse come protagonista la mia comunità di siriani sparsi nel mondo e ho dovuto realizzare casting in tanti paesi: riunire gli attori principali e procurare loro dei visti per il Libano non è stato semplice".
A proposito del titolo molto evocativo dell'opera, Kadaan ha detto che è dovuto alle immagini di Hiroshima il giorno dopo la bomba nucleare: "Ho visto foto scioccanti in bianco e nero dalle quali traspariva non solo la distruzione della città, ma anche delle persone, trasformate ormai in ombre. In quel momento ho pensato a coloro che vivono sotto le bombe di Damasco, una situazione più dura perché camminano ancora, ma privi della propria ombra". Kadaan per questo film ha dovuto cimentarsi con un nuovo modo di raccontare: "Il linguaggio del cinema mi ha aiutato a parlare dello smarrimento provocato dalla guerra, ma il mio background di documentarista mi ha consentito di mantenere un approccio realistico. In questo film i confini tra azione, fiction ed esperienza umana sono molto labili".
Molte le pellicole viste dalla regista prima di cimentarsi con la sua opera: "Sono le storie semplici che mi hanno aiutato maggiormente a pensare questo film: 'Ladri di biciclette', 'Hiroshima mon amour', 'West Beirut'. Ho trascorso molto tempo a studiare materiale cinematografico su tante guerre per capire come il cinema potesse esprimere un'esperienza di tale sofferenza e intensità". La regista sarà presente alla proiezione di domani, che sarà in versione originale e con i sottotitoli in italiano.

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