Migranti in scena a Napoli ricordano Mandela e Makeba

Domani lo spettacolo del progetto vincitore del bando Migrarti

17 luglio, 16:59

(ANSAmed) - NAPOLI, 17 LUG - Quindici artisti tra immigrati di seconda generazione e italiani, insieme sul palcoscenico per ricordare due simboli come Nelson Mandela e la cantante sudafricana Miriam Makeba. E' lo spettacolo "Le voci di un sogno" che domani sera andrà in scena al Maschio Angionino di Napoli e che mixando teatro, musica e danza, omaggia le figure di Nelson Mandela e Miriam Makeba e si fa portavoce dei loro messaggi di attivismo pacifista, rispetto dei diritti umani, diffusione dei valori della solidarietà e dell'accoglienza.

Lo spettacolo è una delle tappe del percorso che coinvolto i 15 artisti tra Napoli e Castelvolturno, tra cui immigrati di seconda generazione e attori italiani che hanno seguito le fasi di laboratorio di teatro, canto e danza. L'intero format si concluderà a novembre a Castelvolturno per omaggiare simbolicamente e spiritualmente Miriam Makeba a 10 anni dalla morte, avvenuta proprio nella località campana, che "Mamma Africa", come era soprannominata l'artista, aveva scelto per un concerto al termine del quale accusò un malore che la portò poi al decesso. "MA.MA. - spiega il regista Di Luca riferendosi al progetto teatrale, unico vincitore del bando MigrArti 2018 in Campania promosso dal MIBACT - racconta attraverso le voci di questi immigrati, la storia di due leader costretti per anni a non avere rapporti con il proprio popolo. Quel popolo, oggi come ieri ai vertici della discussione pubblica sui temi del razzismo e dell'accoglienza, li celebra attraverso le vie dell'arte.

MA.MA. vuole essere anche qualcosa di più, vuole parlare della gabbia mentale del razzismo, del problema sociologico che questo comporta, della paura del diverso, tutte tematiche assolutamente contemporanee ed ancora irrisolte". Ripercorrendo momenti di vita di Nelson Mandela e Miriam Makeba, lo spettacolo tocca i temi della partenza, dell'abbandono forzato della propria terra, dell'esilio, della separazione dai propri cari, della paura del diverso, del razzismo, ma anche dell'impegno civile, della cittadinanza attiva per costruire una nuova comunità, facendosi portavoce degli insegnamenti di figure emblematiche della lotta per i diritti umani quali sono Mandela e Makeba. (ANSA).

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