Nato: 'Il clima è una sfida con implicazioni per la sicurezza sicurezza'

Commissaria Unione Africana,Continente più vulnerabile a cambi

31 maggio, 19:37

NAPOLI - "L'Africa è il continente più vulnerabile ai cambiamenti climatici nonostante produca solo il 3,8% delle emissioni di gas serra". Lo ha affermato l'ambasciatrice Josefa Correia Sacko, commissario per l'economia e l'agricoltura rurale dell'Unione Africana, intervenendo all'hub di Direzione Strategica della NATO per il Sud e il Comando Supremo Alleato alla Trasformazione, dove si è svolta ieri una Giornata di Studio dal titolo "L'impatto dei cambiamenti climatici sulla stabilità in Medio Oriente e Nord Africa".

La giornata di studio si è occupata di come i cambiamenti climatici possano provocare trasformazioni sociali ed economiche e di come questo possa comportare delle sfide per la sicurezza.

La NATO riferisce l'organizzazione atlantica in una nota, mantiene un elevato livello di interesse nella stabilità di Medio Oriente e Nord Africa, perché questa aumenta il livello di sicurezza in Europa. L'HUB ritiene infatti in che, tra le varie sfide globali, i cambiamenti climatici rappresentino una sfida che, pur non richiedendo interventi militari, ha implicazioni di sicurezza.

Gli accademici locali, esperti di settore e rappresentanti di organizzazioni internazionali che hanno partecipato alla giornata di studio si prefiggevano di aiutare la NATO a capire come i cambiamenti climatici possano influenzare la stabilità in Medio Oriente e in Nord Africa. "I Capi di Stato africani - ha sottolineato l'ambasciatrice Sacko, inserita tra le 100 personalità mondiali più influenti in fatto di politiche climatiche - hanno istituito tre commissioni sul clima al COP 22 del 2016, una per la Regione del Sahel, una seconda per il Bacino del Congo e la terza per gli Stati Isolani dell'Africa.

La NATO può contribuire in modo sostenibile allo sforzo teso a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, mettendo fine alle fatali migrazioni di giovani africani verso l'Europa". Dal confronto è emerso come i cambiamenti climatici peggiorano gli attuali rischi sociali, economici ed ambientali, possono alimentare rivolte e sfociare in veri e propri conflitti.

In più aumentano le preoccupazioni legate alla sicurezza perché possono avere ripercussioni sulle risorse idriche e alimentari, inasprire la corsa all'accaparramento delle risorse naturali, portare alla perdita di fonti di sostentamento, provocare disastri dovuti al clima, aumentare i flussi migratori e gli spostamenti in massa.

Gli esperti militari della NATO e di molti dei suoi stati membri ritengono che i cambiamenti climati ci siano un "moltiplicatore di minaccia" capace di inasprire le conseguenze della povertà cronica, della debolezza delle istituzioni nel gestire le risorse e ricomporre i conflitti, della persistente sfiducia tra comunità e nazioni e del livello inadeguato di accesso ad informazioni e risorse. Il danno ambientale causato dai cambiamenti climatici, è emerso, oltrepassa i confini nazionali e il fatto che risorse quali l'acqua (si pensi ai fiumi o ai laghi) spesso attraversano i confini, offre un esempio tangibile di quanto sia urgente che i Paesi cooperino alla soluzione di problemi comuni. Vari rapporti governativi e pubblicazioni di gruppi di esperti hanno sottolineato come i cambiamenti climatici, se gestiti correttamente, possano rappresentare un'occasione senza precedenti di riavvicinamento tra antichi rivali geopolitici. La giornata di studio ha dimostrato che la NATO, attraverso la sua Direzione Strategica dell' HUB per il Sud, contribuisce all'ulteriore consolidamento di rapporti internazionali improntati alla pace e all'amicizia attraverso un rafforzamento di libere istituzioni nei Paesi sui quali focalizza la propria attenzione e promuovendo condizioni di stabilità e di benessere".

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