Durante Impero Romano Mediterraneo era più caldo di 2 gradi

Studio Cnr in mare evidenzia fase di alta temperatura acque

17 luglio, 18:22

Anfore romane Anfore romane

NAPOLI - Il periodo dell'Impero Romano è stato il più caldo per le acque del Mediterraneo negli ultimi 2000 anni, le temperature superficiali del mare erano circa 2 gradi più alte rispetto ai valori medi della fine del XX secolo.

E' quanto emerge da una ricerca condotta dal Cnr attraverso l'Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) in collaborazione con l'Istituto di scienze marine (Cnr-Ismar) e l'Università di Barcellona, che hanno studiato la fase di eccezionale riscaldamento della superficie del Mediterraneo durante il primo mezzo millennio dell'era cristiana. Lo studio, pubblicato su Scientific Reports del gruppo Nature, si basa sulla ricostruzione della temperatura della superficie del mare degli ultimi 5000 anni.

Durante la campagna oceanografica NEXTDATA2014, svolta dal Cnr, sono stati acquisiti nuovi dati in diversi siti dell'Adriatico e del Canale di Sicilia: In particolare, nel settore occidentale del Canale di Sicilia, a una profondità di 475 metri, è stata recuperata una successione di strati sotto il fondale marino che ha permesso di ricostruire le variazioni delle temperature superficiali del mare nel passato remoto.

"Questo nuovo dato è stato integrato da quelli provenienti da altre aree del Mediterraneo come il mare di Alboran, il bacino di Minorca e il mar Egeo, per far emergere lo scenario complessivo e confermare che il periodo romano è stato il periodo più caldo dell'intero bacino negli ultimi 2000 anni con le temperature superficiali del mare di due gradi superiori alla fine del '900", spiega Giulia Margaritelli, ricercatrice Cnr-Irpi. "Questa fase di riscaldamento - aggiunge - corrisponde con lo sviluppo, l'espansione e il conseguente declino dell'Impero Romano, mentre, successivamente a questa fase, lo studio mostra una graduale tendenza verso condizioni climatiche più fredde in tutta l'area".

La probabile relazione tra le favorevoli condizioni climatiche di questa fase e l'espansione dell'Impero nell'area mediterranea è oggetto di una ricca letteratura, ma le informazioni sono molto preziose anche da un punto di vista scientifico per affrontare i cambiamenti climatici: "Lo studio del clima del passato - conclude Margaritelli - è un prezioso strumento di analisi delle dinamiche del sistema climatico terrestre in condizioni differenti da quelle attuali ed è dunque insostituibile per testare la validità dei modelli previsionali a medio e lungo termine".

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