Forum UpM,da Covid opportunità per integrazione Mediterraneo

Cooperazione per commercio e investimenti chiave contro crisi

12 novembre, 13:36

(ANSAmed) - ROMA, 12 NOV - La pandemia del coronavirus ha aggravato una già difficile situazione di disoccupazione giovanile nell'area del Mediterraneo e ha esposto ancora di più le vulnerabilità economiche della regione. Tuttavia, l'attuale crisi offre un'opportunità per ricostruire l'integrazione mediterranea in modo più inclusivo e sostenibile, e la cooperazione da parte dell'Unione europea e dei paesi della sponda sud può contribuire a promuovere relazioni commerciali e di investimento per la creazione di opportunità di lavoro nella regione euro-mediterranea, attraverso l'apertura dei mercati, accordi commerciali, investimenti nell'economia green.

È questo il pensiero comune emerso oggi nel Forum sul commercio e sugli investimenti dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) dal titolo "Creare opportunità di lavoro in tempi di Covid-19", ospitato virtualmente dal Ministero Federale Tedesco per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico e dal Segretariato UpM e organizzato nel quadro del venticinquesimo anniversario del Processo di Barcellona.

Il forum ha riunito decine di responsabili politici e rappresentanti del settore privato, della società civile e del mondo accademico, tra cui Nasser Kamel, segretario generale dell'UpM, Olivér Várhelyi, commissario Ue per la politica europea di vicinato e co-presidente dell'UpM, Khalid Wazani, presidente della Jordan Investment Commission e co-presidente dell'UpM, Jordan Werner Hoyer, presidente della Banca europea per gli investimenti, e Gerd Muller, ministro federale tedesco per la Cooperazione economica e lo sviluppo.

"Questo forum giunge in un tempo cruciale", perché la pandemia del coronavirus "ha un costo umanitario, ma anche un costo economico che minaccia di cancellare oltre un decennio di progresso socioeconomico nella regione euromediterranea", ha dichiarato Nasser Kamel. Le sfide nella regione quali le disparità sociali ed economiche, l'aumento dell'economia informale, le migrazioni e la violenza "ci hanno portato a comprendere che esiste una necessità di ripensare l'attuale catena di distribuzione. L'integrazione commerciale e le politiche economiche devono essere riviste, e questa crisi può fornire un'opportunità per una più forte integrazione economica tra Africa, la regione Mena e l'Europa".

"Oggi l'Ue è il partner commerciale numero uno per la maggior parte dei Paesi del vicinato sud e di tutta la regione e c'è molto potenziale sul quale vorremmo concentrarci nei prossimi anni", ha dichiarato il commissario Ue Várhelyi, sottolineando l'importanza di temi come la lotta al cambiamento climatico e la digitalizzazione. "Su commercio e investimenti abbiamo imparato le nostre lezioni dalla crisi: stiamo ripensando le politiche commerciali Ue per renderle più resilienti e più adatte alla nuova realtà, ed è chiaro che i nostri partner del vicinato hanno un ruolo da giocare in condizioni chiave come stabilità economica, rispetto degli accordi, interessi comuni", ha spiegato.

Il forum si è articolato in tre panel dove i partecipanti hanno approfondito tre temi: nuove opportunità per l'integrazione nel Mediterraneo e il recupero post-Covid-19, come sfruttare l'integrazione nord-sud e sud-sud per il commercio sostenibile e la creazione di posti di lavoro, e le opportunità di lavoro tramite investimenti diretti esteri.

"L'Unione europea ha bisogno di partner forti nel suo vicinato. O vinciamo insieme le sfide del coronavirus e della migrazione, o perdiamo, e abbiamo quindi bisogno di investimenti economici" e "di migliori relazioni economiche tra Ue e i nostri Paesi vicini", ha dichiarato il ministro tedesco Muller. "Non dobbiamo solo parlare, dobbiamo agire permettendo l'accesso al mercato europeo". (ANSA).

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