Tunisia:Aicha, finta gravidanza per parlare di ragazze madri

Attrice denuncia discriminazione a cui sono sottoposte

17 novembre, 11:13

Tunisia: Aicha, una finta gravidanza per parlare di ragazze madri Tunisia: Aicha, una finta gravidanza per parlare di ragazze madri

(ANSAmed) - TUNISI, 17 NOV - Fa ancora discutere la foto postata recentemente dall'attrice tunisina Aicha Attia sui propri profili social che la ritraggono con il maglione rosso alzato sui fianchi, per mostrare una pancia che fa pensare all'arrivo di un bambino.

Quella che poteva sembrare una foto di annuncio di gravidanza, scatenando un vivace dibattito nel paese, sempre diviso tra conservatori e progressisti, aveva ben altro scopo: Aicha infatti non è incinta e ha voluto con la pubblicazione di questa foto sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema molto delicato in un paese musulmano, quello del trattamento riservato in Tunisia alle ragazze madri, "criminalizzate" per aver partorito fuori dal matrimonio.

Sotto la foto Aicha raccontava di essere incinta al quarto mese di un uomo che sosteneva di amarla e poi è sparito. "Dicono che è questo è figlio dell'haram (il peccato), una parola che non mi piace per nulla. Che colpa ha mia figlia? La chiamerò Maya", scrive l'attrice nel post, "Io posso mantenere mia figlia, ma altre ragazze che non sono in grado di farlo, cosa potrebbero fare? Uccidere un innocente? Buttarlo per strada?".

L'attrice, nota in Tunisia per diverse parti da protagonista in vari telefilm, è stata subito criticata da alcuni per essersi fatta con questa foto solo pubblicità, mentre altri l'hanno accusata di incitare altre donne ad avere relazioni sessuali al di fuori del matrimonio.

Alla fine, in una trasmissione televisiva, ha chiarito che il suo intento ero solo quello di sensibilizzare la gente sulla tema delicato delle ragazze madri. La storia che lei racconta a descrizione della foto, ha detto, è quello che è realmente successo a una sua amica. "Sono donne che soffrono due volte - ha detto alla tv egiziana Youm Sabie - per l'inganno maschile e per l'emarginazione sociale e la criminalizzazione di alcune nazioni del mondo arabo e islamico".

La Tunisia ha una legislazione tra le più avanzate del mondo arabo sulla delicata questione della parità di diritti uomo-donna, e si è anche dotata nel 2018 di una legge organica contro la violenza sulle donne. Ma sul piano pratico queste norme vengono spesso ignorate. Nel diritto di famiglia rimangono ancora zone d'ombra da chiarire come le spinose questioni della parità nel diritto ereditario, della parità di diritti tra genitori riguardo ai figli minorenni, della parità davanti al giudice penale. (ANSAmed) (ANSA).

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