Radiodervish aprono Roma Jazz Festival con 'Classica'

Tema del mese di eventi, 'migrazione ed integrazione'

29 ottobre, 11:15

(di Valentina Maresca) (ANSAmed) - ROMA, 29 OTT - Parte venerdì primo novembre all'Auditorium Parco della Musica il Roma Jazz Festival 2019, che durerà un mese e che prevede varie tappe nei club della Capitale. Il tema di questa 43esima edizione è 'No borders.

Migration and integration', ed è quasi naturale che ad aprire la manifestazione siano i Radiodervish, duo formatosi a Bari nella seconda metà degli anni Novanta e la cui produzione musicale è caratterizzata da sonorità fra Oriente e Occidente, nella continua ricerca di un ponte tra l'Europa e il Mediterraneo. Testimoniata sin dalle origini dei suoi componenti, Nabil Salameh e Michele Lobaccaro: il primo di origine palestinese cresciuto in Libano, il secondo di Bari, capoluogo di una regione come la Puglia geograficamente vocata al superamento dei confini grazie al richiamo del mare e alla sua lunga storia di contaminazioni con i popoli mediterranei.

L'11 ottobre scorso ha visto la luce 'Classica', tredicesimo disco dei Radiodervish sostenuto dalla programmazione Puglia Sounds Record 2019. L'album, che contiene nove famosi brani della band e due cover di Domenico Modugno e Matteo Salvatore, rispettivamente 'Amara terra mia' e 'Il lamento dei mendicanti', è contraddistinto da una rilettura in chiave sinfonica delle tracce musicali, raccogliendo "un vecchio sogno nel cassetto, perché abbiamo sempre immaginato quello che ci piace definire il nostro 'cantautorato mediterraneo' in una dimensione orchestrale", spiega ad ANSAmed Nabil Salameh, che dice di aver "immortalato" con questo cd gli spettacoli live insieme all'Orchestra Sinfonica di Lecce e del Salento (Oles) diretta dal Maestro Valter Sivilotti, curatore degli arrangiamenti di 'Classica'. All'Auditorium, che accoglie l'inizio della loro tournée con il nuovo disco, i Radiodervish avranno accanto il quartetto d'archi di Oles. Nabil Salameh, che si è definito "mare dipendente" e ha trovato a Bari "l'aria della casa lasciata in precedenza, una terra adottiva che risponde al mio immaginario", perché oggi "l'Italia è più incline all'intolleranza riguardante qualsiasi tipo di accoglienza". Secondo lui, infatti, "anni di martellamento multimediale con allarmismi nati dalla falsificazione della realtà" hanno creato "la trappola dell'odio in cui molti sono caduti, ma confidiamo in quella parte che non lo ha fatto", pur non eludendo "problemi che ci sono, ma non si risolvono con le speculazioni politiche in malafede".

La performance musicale dei Radiodervish sarà preceduta, sempre all'Auditorium, dall'inaugurazione delle installazioni di Alfredo Pirri denominate 'Compagni e Angeli' per le città di Roma, Turi, Tirana e dedicate alla figura di Antonio Gramsci. Il titolo delle opere è tratto da 'La rosa di Turi', un brano dei Radiodervish ispirato a una lettera che il politico e pensatore scrisse nel 1929 dal carcere di Turi, in provincia di Bari. E proprio nella cittadina pugliese, di fronte alla finestra della cella in cui fu rinchiuso Gramsci, e a Tirana, nel giardino del ministero della Cultura della Repubblica Albanese, l'opera di Pirri diventerà permanente (ANSAmed).

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