Teatro:culture Med si incontrano a Tunisi con "Mammai Manna"

La "Grande madre" di Medas racconta una Sardegna che accomuna

04 febbraio, 16:34

TUNISI - Portare la cultura sarda fuori dai confini europei, anche per suggerire un nuovo tipo di turismo, legato "non solo al mare, ma a tutto ciò che rende unica questa terra". 

Questi gli obiettivi del progetto "Gurdones de Sonazos", finanziato dall'assessorato alla pubblica Istruzione della Regione Sardegna con il bando Identity Lab, nell'ambito del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Por Fesr), che ha portato in scena venerdì scorso all'Istituto Superiore di Arti Drammatiche di Tunisi la pièce "Mammai Manna" di Gianluca Medas, prima tappa di una tournée all'estero che toccherà prossimamente anche Beirut e Mosca. Lo spettacolo, scritto e diretto da Medas, realizzato in collaborazione con l'Asmed, è un'opera muta che si compone di danze, musiche e video in bianco e nero. Mentre sullo schermo scorrono il miracolo della nascita, le tentazioni e altre immagini che guidano nella vicenda, sul palco i danzatori ballano.

Con una serie di simbolismi, lo spettacolo sviluppa la sua trama tra danze, musiche e video. Un ibrido tra cinema e teatro, che con una serie di simbolismi fa incontrare e scontrare uomo e donna, come due dimensioni diverse, metafisiche. Un tentativo di uscire dall'idea dominante del matriarcato sardo, che snatura la figura della donna. Uno spettacolo suggestivo ed evocativo, che non ha bisogno di dialoghi per tradursi in emozione e bellezza.

Accompagnata da sola musica, viene raccontata, così, una storia che accomuna le culture del Mediterraneo, ma anche tutti i popoli di contadini e pastori del mondo. Proprio per questo motivo "Mammai Manna" (La grande madre) è stato accolto con successo ed emozione dal pubblico tunisino e grande interesse ha suscitato anche, il giorno successivo, la presentazione del progetto dal titolo "La danza delle mani. Conversazioni e immagini sulla Sardegna", un occasione per Medas e le artiste Rosanna Ferrau e Veronica Usala, di spiegare i Mamuthones e la Sardegna sotto varie sfaccettature, quella più antica e quella più moderna, per dimostrare come in quest'isola di simboli, coesistano in uno stesso immaginario, memoria, tradizione e innovazione. "L'Istituto Superiore di Arti Drammatiche di Tunisi è interessato a un partenariato con la Sardegna". Lo ha detto Gianluca Medas precisando di essere già al lavoro "per la realizzazione di un protocollo tra due terre affacciate sullo stesso mare". "I tunisini sono rimasti sbalorditi da uno spettacolo senza parole: hanno sentito il desiderio di bellezza e, soprattutto, quello di raccontare la propria terra allo stesso modo". Tanta la soddisfazione anche da parte dei protagonisti di Mammai Manna: "Ci siamo sentiti portatori di idee nuove in una Tunisia che è in pieno fermento. Ciò che i ragazzi hanno percepito e gradito è la possibilità di entrare nella modernità senza rinunciare alla tradizione". "Al contrario, il mondo propone una modernità che cancelli il passato - prosegue il regista e scrittore -, loro cercavano un senso rispetto a noi, ma noi vogliamo aiutarli a trovare un senso intorno a loro. Prestissimo dunque il partenariato di arte e cultura". Tra il pubblico in sala per "Mammai Manna", anche l'ambasciatore d'Italia a Tunisi, Lorenzo Fanara.

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