200 anni e non sentirli,il sigaro Toscano ora punta al mondo

Ingegno, passione e tradizione in un prodotto in crescita

01 ottobre, 11:02

Nella foto, sigaraie al lavoro Nella foto, sigaraie al lavoro

(di Patrizio Nissirio).

LUCCA - Duecento anni e non sentirli: è l'invidiabile traguardo anagrafico raggiunto dal sigaro Toscano, in tutte le sue declinazioni e varianti, un prodotto dell'ingegno, della passione e della tradizione italiana che continua a crescere a livello internazionale, che è stato festeggiato con una serata di gala alle originali Manifatture di Firenze, e con un sigaro d'eccezione (per le sue dimensioni di 200 millimetri, qualità del tabacco e durata della fumata), il '200', che celebra proprio questo straordinario risultato.
Nato per caso nel 1815, in seguito ad un acquazzone che bagnò una partita di tabacco lasciata ad essiccare, poi lasciato ad asciugare e a fermentare creando le basi per la sua unicità, il Toscano si iniziò a produrre nel 1818 nelle manifatture fiorentine e da allora domina la scena italiana dei sigari (oggi è suo il 96% del mercato). Ma la Mst, l'azienda che oggi produce i toscani, punta da alcuni anni con forza al mercato internazionale. E oggi può vantare un risultato di gran rilievo: quasi il 20% della produzione totale nel primo semestre del 2018 è andata verso l'export. Il sigaro si trova già in 65 Paesi nel mondo, mentre sue manifatture (Lucca, dove si producono i 'naturali', Cava de' Tirreni, dove si fanno gli 'aromatizzati' e lo stabilimento in Pennsylvania, dove si produce per il mercato Usa) sfornano 212 milioni di sigari l'anno.
Nel corso della serata alle ex Manifatture Tabacchi - enorme complesso in stile razionalista costruito alle Cascine negli anni Trenta da Giovanni Bartoli e da Pier Luigi Nervi - il presidente della Mst Luca Cordero di Montezemolo, i vice Presidenti Gaetano Maccaferri, maggiore azionista della società, e Aurelio Regina hanno tutti espresso soddisfazione per il successo del sigaro. "Sono particolarmente lieto di celebrare il bicentenario di Manifatture Sigaro Toscano - ha detto Montezemolo - per due ragioni: perché ne sono da sempre cliente affezionato e grande estimatore. E perché sono convinto che questa azienda con la sua artigianalità e la sua qualità rappresenti il vero Made in Italy nel mondo. Ha un brand forte e riconoscibile, una crescita continua da diversi anni, l'ultimo fatturato è stato pari a 102,1 milioni e l'Ebitda a 32,8 milioni, un potenziale di sviluppo internazionale straordinario". Montezemolo ha ricordato la crescita sui mercati esteri: Stati Uniti, Germania e Turchia, ma anche Serbia, Romania e tutta l'area dell'Est Europa, compresi i duty free internazionali. Per Maccaferri il toscano è un prodotto che rappresenta l'eccellenza e il saper fare italiano nel mondo. E si è soffermato sul nuovo capitolo di sviluppo che sta scrivendo la società, dopo quello del ritorno del marchio in Italia: "Questo significa - ha spiegato - un'importante iniezione di risorse, che segue i considerevoli investimenti fatti, e obiettivi di crescita ancora più ambiziosi". In sala, l'esperto Terry Nesti, responsabile della formazione dei clienti di Mst, spiega come il toscano, anche il 200 sia un sigaro alla portata di tutti: "Se si pensa a quanto costano i cubani, prodotti peraltro con una manodopera a basso costo, un 200 costa 7 euro, alla portata di ogni tasca. Ed è una fumata straordinaria".
Ma è solo visitando le manifatture di Lucca che si capisce la unicità di questo prodotto iconico, basata sulle abilità delle sue sigaraie (ognuna di loro, impiegate per i sigari fatti a mano, confeziona 500 sigari in un turno di lavoro), delle tecnologie applicate alla tradizione, sulla qualità del tabacco italiano, mescolato sapientemente con parti di tabacco nordamericano, sulla lunga e paziente stagionatura.
"Il sigaro toscano consente una fumata molto diversa dai caraibici - spiega l'ad di Mst Stefano Mariotti, mentre mostre le varie fasi della lavorazione - si può interrompere, tagliare, e fumare più tardi, mentre un cubano o un dominicano non si possono spegnere e riaccendere, perchè risultano infumabili, dopo. Oltreutto, in Italia tagliamo le foglie prima che cresca troppo, questo dà maggior forza al nostro tabacco". Nelle grandi sale, macchinari, celle per l'asciugatura - l'ammoniaca scaturita dalla fermentazione fa sì che i lavoratori usino maschere antigas - e riferimenti alla tradizione. Mariotti mostra le monete d'argento che servivano a pagare in origine le operaie: "Ogni dieci sigari prendevano una moneta d'argento, che si infilava su un bastoncino dentro a questa scatola, ed ogni dieci d'argento, ricevevano una moneta d'oro". 

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