Egitto: il papiro, filtro anti-inquinamento del futuro

Scrittore ecologista John Gaudet dedica libro a pianta faraoni

28 luglio, 19:11

Una foto di frammenti della prima pagina del 'Vangelo di Giuda', il papiro manoscritto scoperto in Egitto negli anni '50-'60 e acquistato dal National Geographic Una foto di frammenti della prima pagina del 'Vangelo di Giuda', il papiro manoscritto scoperto in Egitto negli anni '50-'60 e acquistato dal National Geographic

(ANSAmed) - IL CAIRO - Il papiro non e' solo la pianta sacra per gli antichi egiziani ma anche un filtro contro l'inquinamento delle acque, dall'elevato potenziale. Lo sostiene un libro di recente uscita che traccia la storia, ma anche il possibile futuro, di questa pianta.

Il volume, dal titolo "The Plant that Changed the World", edito a giugno dalla casa editrice newyorkese Pegasus, sostiene che il papiro "è una delle piante di maggior valore al mondo" nonostante sia quasi sparito dopo il ruolo cruciale giocato nella civiltà egizia. Il suo autore, lo scrittore ecologista John Gaudet che ha dedicato la propria vita allo studio di questa pianta, afferma che il papiro può aiutare l'Egitto e altri Stati africani a risolvere alcuni dei più pericolosi problemi ecologici esistenti. Come ha sintetizzato di recente dal sito Daily News Egypt, il libro ricorda che il papiro è una delle piante a più rapida crescita (due raccolti l'anno) ma sostiene che è anche poco studiata a livello ecologico nonostante sia uno "dei più efficienti filtri naturali contro l'inquinamento". La tecnica e' quella di scavare un dedalo di canali per prolungare il passaggio delle acque da ripulire. Un esempio di questo impiego è osservabile nelle paludi del lago Victoria in Africa centrale e di quello Manzala in Egitto, vicino a Port Said sul Mediterraneo. La scelta di questo specchio d'acqua per l'allestimento di un filtro di canne è stata dovuta al suo elevato inquinamento che, come attestato anche da uno studio statistico del 1994, dava ai suoi pesci un "inconfondibilmente cattivo odore". Le paludi di papiro inoltre costituiscono un ottimo habitat per milioni di uccelli che attraggono turismo e annesse valute pregiate.

Secondo l'autore l'Egitto può diventare un "major player" nel campo delle "paludi filtranti" rappresentando una "fonte di speranza e incoraggiamento per tutta l'Africa". La più grande palude di papiri al mondo si trova in Sud Sudan.

Il libro ricorda che il papiro forniva agli antichi egizi non solo la carta su cui scrivere, ma anche cibo, carburante e battelli e la sua sagoma adornava dipinti, templi, tombe, amuleti, specchi, gioielli. Dopo il 3000 a.C. la carta e la corda di papiro divennero uno dei maggiori beni di esportazione per i Faraoni.(ANSAmed).

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