Maratoneta italiano lancia allarme su crisi Mar Morto

Rischia di sparire, ipotesi canale con Mar Rosso

12 novembre, 16:52

(ANSAmed) - Napoli, 12 ov - Ha corso dal Mar Nero al Mar Rosso, dal punto più basso della terra attraverso il deserto giordano del Wadi Araba, per porre l'attenzione internazionale sull'abbassamento del livello del Mar Morto. L'impresa sportiva e ambientalista è stata compiuta da un runner italiano, Giuliano Pugolotti, che ha percorso 220 chilometri verso il sud della Giordania, attraversando la Turchia. "Nonostante la sua ridotta superficie - ha spiegato Pugolotti al Jordan Times - la Giordania è come se unisse insieme molti Paesi perché combina diversi climi ed ecosistemi, e mostra una grande diversità di flora e di fauna". Pugolotti non è nuovo a queste grandi imprese di corsa, avendo nella sua esperienza viaggi del genere già in 23 Paesi e descrive il Wadi Araba come "uno dei migliori percorsi al mondo per i panorami, la natura, la cultura e la storia". Il percorso attrae da tempo gli appassionati delle ultra maratone, mandando un messaggio di preservazione della natura, in particolare sul rischio di prosciugamento del Mar Morto. La superfice del mare, infatti, si sta progressivamente riducendo a causa del mancato approvvigionamento da parte degli affluenti. Di recente i dati del ministero dell'acqua e dell'irrigazione della Giordania hanno mostrato che il flusso di acqua verso il Mar Morto è calato drammaticamente rispetto al livello misurato negli anni '60 e gli esperti affermano che il flusso futuro scenderà da 375 milioni di metri cubi l'anno fino a 135 milioni.

Il calo dell'afflusso verso il Mar Morto è da attribuire, secondo gli esperti, a un eccessivo sfruttamento delle risorse idriche del Paese. Le autorità giordane in maniera non ufficiale hanno accusato Israele di sottrarre acqua dai fiumi deviando il corso degli affluenti verso gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania. Secondo quanto deciso negli accordi di pace del 1994, la Giordania ha il diritti di prelevare il 3% del flusso totale di acqua del fiume giordano, mentre Israele ha il diritto di usare il rimanente 97%. Le autorità giordane e gli esperti sono favorevoli a sostenere un progetto che prevede di ridare nuova vita al Mar Morto collegandolo con un canale al Mar Rosso o al Mar Mediterraneo. Il progetto, da molti miliardi di dollari, potrebbe chiudere la cronica siccità del Mare e riportarlo ai suoi livelli normali. (ANSA).

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