Tunisia: ora per recuperare Marzouki guarda a estremisti

In vista ballottaggio presidenziale con favorito laico Essebsi

24 novembre, 18:43

(di Diego Minuti) (ANSAmed) - ROMA, 24 NOV - Moncef Marzouki, presidente uscente della Tunisia, dopo essersi piazzato al secondo posto alle presidenziali di ieri, in vista del ballottaggio con Beji Cais Essebsi sembra avere fatta propria la massima secondo cui il fine giustifica i mezzi. Infatti quando ormai la sfida sembra essere una corsa a due tra lui e il capo di Nidaa Tounes, Marzouki pur di vincere sembra disposto ad allearsi anche con il diavolo che, nella Tunisia del dopo-Ben Ali, può avere molti volti. Secondo numerosi osservatori comunque non ha certo quello di Ennahdha, il partito islamico considerato anche a torto vicino alla Fratellanza musulmana e che con Marzouki ha governato dall'elezione della Costituente ad oggi. Marzouki, dichiaratamente laico in politica ma musulmano nella vita quotidiana, s'è dimostrato il più fedele alleato di Ennahdha ed ora, dopo che la formazione confessionale non ha proposto un suo candidato alle presidenziali, si presenta all'incasso. Un gioco ad incastri pazientemente messo in movimento, facendo l'occhiolino anche al piccolo ma enormemente ricco Qatar. Quest'ultimo, grande elemosiniere della Tunisia, sembra muoversi nell'ottica del 'do ut des'. Ai denari elargiti deve corrispondere un allineamento alla politica dell'emirato qatarino, dove l'islam ha un volto decisamente rigoroso.

Ma Marzouki ha anche lanciato segnali molto precisi, ancorchè abilmente mascherati, alla componente più radicale dell'islam tunisino alla quale può essere assimilata la disciolta Lega per la protezione della rivoluzione, i cui violenti esponenti hanno promesso un massacro in caso di vittoria definitiva di Essebsi.

Una promessa che sta facendo proseliti anche in parte della stampa che s'è schierata con il presidente uscente. Tra gli altri, la giornalista Nadia Farès, sino a poche settimane fa anchorwoman del canale Al Moutawasset che, appoggiando Marzouki, ha detto che se Essebsi sarà eletto scorrerà il sangue, dato che che i sostenitori di Marzouki hanno già le armi che servono.

Ma a fare clamore, nelle ore immediatamente precedenti il voto, è stato l'appoggio garantito a Marzouki dal partito islamista Ibn Ettahrir, controverso braccio politico dei salafiti tunisini. Quegli stessi dalle cui fila escono i jihadisti che volano in Iraq e Siria per combattere sotto i neri vessilli dello Stato islamico (Isis). Quando al portavoce di Marzouki, Imed Daimi, è stato chiesto cosa ne pensasse, lui seraficamente ha detto di non saperne assolutamente nulla.

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