Francia: finita luna di miele, popolarità Macron ai minimi

I sondaggi ora preoccupano. E c'è la sfida ai sindacati

01 marzo, 17:49

(di Tullio Giannotti) PARIGI - La discesa è diventata caduta libera: per Emmanuel Macron la luna di miele con i francesi è un ricordo, il 57% non lo ritiene un buon presidente. E i tempi si annunciano ancora più cupi: questo mese, il presidente è atteso alla sfida più rischiosa, quella alla quale ha invitato i sindacati della categoria più dura, gli 'cheminot', i ferrovieri. Che sono pronti a fermare i treni e a mettere in ginocchio la Francia "anche per un mese".

Il sogno di una Francia che, d'un solo tratto, si lasciasse alle spalle lacerazioni e quel senso di declino che incombeva da anni, sembra essere svanito. Il presidente giovane, pronto a dialogare con tutti ma a decidere da solo, rischia di dover fare i conti con strutture fin qui invincibili. Ha riformato finora a una velocità da record: lavoro, moralizzazione della vita politica, giro di vite antiterrorismo, modifica radicale dell'imposizione che penalizza pensionati e redditi da capitale a vantaggio delle buste paga dei nuclei familiari più bassi.

Adesso, sulle pensioni e sullo statuto dei ferrovieri rischia molto di più. Perché non dovrà più piegare un'opposizione che non riesce a mobilitare le piazze, ma un sindacato di categoria che da 30 anni non accetta che la posizione degli 'cheminots' sia messa in discussione: "Siamo pronti a fermare i treni anche per un mese", hanno fatto sapere. In realtà, Macron e Edouard Philippe - precipitati in cordata nei sondaggi - cercheranno di disinnescare la situazione più esplosiva del loro mandato entro il 15 marzo, scadenza entro la quale i sindacati delle ferrovie hanno assicurato al governo che non sciopereranno. Sembra quella di una concertazione l'unica via d'uscita, ma il sentiero è stretto e impervio. Addirittura impossibile se si vorrà procedere sulla strada della legiferazione per decreto e dell'approvazione della riforma prima dell'estate.

I sondaggi parlano chiaro: il capo dell'Eliseo e il suo premier hanno perso in febbraio ben 6 e 7 punti di popolarità, finendo al livello più basso da quando sono entrati in carica, a maggio. Da dicembre, Macron ha perso 11 punti, soltanto il 43% pensa ormai che sia un buon presidente, contro il 57% convinto del contrario. Macron perde consensi ovunque, dalla sinistra al Front National, ma a penalizzarlo di più sono i simpatizzanti di estrema destra, seguiti dalla gauche non socialista e dalla destra dei Republicains. Per lui, ora, il rischio è che le opposizioni che ha schiacciato si coalizzino contro di lui. Le prove generali le ha fatto Jean-Luc Melenchon, leader della sinistra radicale della France Insoumise. Che ha difeso a spada tratta il 'falco' che guida i Republicains, Laurent Wauquiez, nella sua polemica contro i media: "E' la stampa la prima nemica della libertà d'espressione", ha tuonato il tribuno della gauche, denunciando un complotto mediatico pro-Macron e definendo radio pubbliche come France Info e France Inter "una specie di Cia mediatica".

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