Kosovo: dopo caos, Sì parlamento a confini Montenegro

Lacrimogeni in aula. Ora Pristina attende da Ue abolizione visti

23 marzo, 19:08

PRISTINA - Al termine di una giornata caotica e convulsa, segnata dal nuovo, ripetuto lancio di gas lacrimogeni in aula da parte di deputati dell'opposizione nazionalista, il parlamento del Kosovo mercoledì 21 marzo ha approvato la legge di ratifica dell'accordo sulla linea di demarcazione della frontiera con il Montenegro, posta come condizione dall'Ue per l'abolizione dell'obbligo dei visti ai cittadini kosovari in viaggio nell'Unione europea. Era il quarto tentativo di voto da parte del parlamento, che fino ad allora non era riuscito a garantire il quorum necessario. A più riprese si era profilato in giornata l'ennesimo rinvio della seduta parlamentare, ma la dirigenza - presidente, premier e capo del parlamento - si è mostrata unita e fortemente determinata a votare comunque su un provvedimento ritenuto cruciale per porre fine all'isolamento del Kosovo, i cui cittadini sono gli unici nei Balcani ad aver bisogno ancora del visto per recarsi nei Paesi della Ue.

I voti a favore della ratifica dell'accordo sono stati 80, tanti quanti richiesti dal quorum dei due terzi (sul totale di 120 deputati), i contrari 11, nessuno dei 91 parlamentari si è astenuto. L'accordo, concluso nell'agosto 2015 a Vienna, è stato già ratificato da tempo dal Montenegro ma era bloccato da quasi tre anni a Pristina per la strenua contrarietà dell'opposizione nazionalista, secondo cui con tale intesa il Kosovo perde parte del suo territorio. Come già fatto ripetutamente nei mesi scorsi, i deputati del movimento radicale 'Autodeterminazione', hanno cercato in tutti i modi di ostacolare i lavori in aula sprigionando gas lacrimogeni per ben quattro volte, al momento del voto. Sette rappresentanti di tale formazione - che ha definito il voto un 'atto di tradimento' - sono stati arrestati, altri 6 sono stati espulsi dall'aula per comportamento inadeguato e scorretto. I deputati della minoranza serba (Srpska lista) hanno boicottato il voto sostenendo di non aver alcun interesse per tale problema. Oltre al presidente Hashim Thaci, al premier Ramush Haradinaj e al capo del parlamento Kadri Veselj, a condannare l'ostruzionismo a oltranza dei nazionalisti era stato nel pomeriggio anche il commissario Ue all'allargamento, Johannes Hahn. Dopo il voto favorevole, giunto dopo tre anni dalla firma dell'accordo con Podgorica, Thaci e Haradinaj - entrambi ex leader dell'Uck, la guerriglia indipendentista albanese che combatté contro i serbi nel conflitto armato di fine anni novanta - insieme alla soddisfazione hanno espresso l'auspicio che ora l'Unione europea mantenga la promessa e abolisca al più presto il regime dei visti per i cittadini del Kosovo.

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