Fonti militari Israele, 'l'Iran si ritira dalla Siria'

Dopo i ripetuti attacchi subiti, 'chiude le basi nel Paese'

06 maggio, 16:55

(di Massimo Lomonaco) TEL AVIV - L'Iran sta mollando la presa sulla Siria. Dopo il doppio attacco della notte scorsa attributo ad Israele, fonti della Difesa dello Stato ebraico hanno rivelato che il regime di Teheran si sta ritirando "gradualmente" dalla Siria provvedendo a chiudere le basi militari all'interno del Paese.

Una "riduzione significativa" di forze, l'hanno definita le stesse fonti, destinata ad allentare la tensione in una delle zone più calde della regione e a stretto ridosso del confine nord di Israele già alle prese con gli Hezbollah libanesi.

Inoltre, le fonti israeliane hanno aggiunto di aver rilevato anche una flessione nel numero delle milizie scite che operano in Siria: anche se più per effetto della "naturale progressione della guerra civile" che per le azioni attribuite ad Israele.

"Siamo determinati, più determinati dell'Iran", ha commentato il ministro della Difesa Naftali Bennett. "E posso spiegare il perché: per l'Iran la Siria è un'avventura a mille chilometri da casa. Per noi, si tratta delle nostre vite". "I soldati iraniani in Siria - ha detto ancora - rischiano la propria vita e pagano un prezzo di sangue. Noi non consentiremo la costruzione di una base avanzata iraniana in Siria". Un obiettivo che Israele ha da sempre rivendicato: basti pensare che nelle ultime settimane gli sono stati attribuiti almeno sei attacchi in territorio siriano.

I più recenti sono avvenuti - secondo fonti di Damasco - in due ondate la notte scorsa: uno vicino a Mayadin lungo il confine con l'Iraq e l'altro nella zona di Aleppo, a un Centro di ricerche e studi, che hanno fatto, hanno rivelato delle ong, 14 morti tra i miliziani.

Secondo gli esponenti della Difesa israeliana - citati dai media - l'Iran avrebbe cominciato a evacuare le basi militari vicino al confine con Israele sin dall'inizio della pandemia di coronavirus che ha colpito con forza il Paese. Una mossa causata sia dagli attacchi attribuiti ad Israele sia alla crisi economica iraniana, avvitatasi con le sanzioni Usa. Il quotidiano Haaretz - citando fonti della difesa - ha scritto che il presidente Bashar Assad ha compreso che "l'Iran è diventato un peso per il suo Paese e che paga un prezzo troppo alto per la sua presenza". Inoltre, l'esercito di Damasco - alle prese con la propria riorganizzazione - è stato danneggiato dai presunti attacchi israeliani e ha perso "in capacità di combattimento" per i danni subiti al sistema di difesa e alle batterie anti aeree.

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