Tunisia: il ruolo della società civile nei paesi del sud Med

Dibattito a Cartagine evidenzia funzione vitale di 'controllo'

31 marzo, 13:34

(ANSAmed) - TUNISI, 31 MAR - Oggi in Tunisia la società civile riveste un ruolo indispensabile e svolge funzioni assimilabili a quelle di un organo di controllo contro "l'oscurantismo dittatoriale e religioso". Anche in Egitto e in Libia la società civile potrebbe rivestire la stessa funzione nei confronti del potere politico, ma affinché questo possa accadere appare fondamentale assegnarle un ruolo ben preciso in seno alla società, fissare le sue missioni, i suoi limiti e i suoi principi democratici, essenziali per stabilire anche un forte senso di appartenenza al proprio paese, alla propria lingua e a tutti quei valori fondamentali di coesione. E' quanto emerso alla tavola rotonda sul tema "Società civile e democrazia nei paesi del sud del Mediterraneo: quale solidarietà in tempo di crisi?", organizzata presso l'Accademia tunisina delle scienze, delle arti e delle lettere di Cartagine (Beit Al Hikma) dalla direttrice del dipartimento di Lettere della stessa Accademia, prof.ssa Raja Bahri, e dal presidente della Cattedra Sicilia per il dialogo di Culture e Civiltà, prof. Alfonso Campisi.

Un tema oggi al centro di tanti dibattiti in Tunisia e in molti paesi del sud del Mediterraneo, in particolare in quelli che si sono liberati da un regime dittatoriale e che stanno attraversando un periodo di "transizione democratica". Dalla tavola rotonda è emerso che per alcuni "società civile" resta un concetto "venerabile" ma "sfuggente" ("elettivo") come ricorda C. Young, mentre V. Pérez-Diaz lo definisce "ambiguo". La società civile stessa è un "mito" avverte J.-J. Chevallier perché non si vede e può solo concepirsi con difficoltà. Il concetto di società civile può dunque sembrare spesso inappropriato, o confuso, poiché la struttura, la composizione della società civile cambia da paese a paese e con formazioni e rivendicazioni diverse da un popolo all'altro, e per questo motivo può essere oggetto di strumentalizzazioni.

I partecipanti alla tavola rotonda - tra cui la sociologa ed esponente di spicco della società civile tunisina Nabila Hamza, l'ambasciatore d'Italia in Tunisia Lorenzo Fanara, l'ambasciatore di Spagna a Tunisi Guillermo Ardizone Garcia, l'ex ambasciatore tunisino e rappresentante speciale dell'Onu Azouz Ennifar, il giornalista e scrittore Soufiane Ben Farhat e lo stesso Alfonso Campisi, scrittore e professore ordinario presso l'università de la Manouba in Tunisia - sono stati concordi nell'affermare tuttavia che quello della società civile potrebbe configurarsi quasi un concetto astratto ma che in realtà non lo è e svolge invece una funzione vitale.(ANSAmed).

(ANSA).

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