Italia-Libano:ragazzi palestinesi, un blog contro pregiudizi

Al via progetto cooperazione italiana nel campo di Ayn Helwe

12 dicembre, 12:25

I ragazzi che partecipano al progetto cofinanziato dal Ctm di Lecce e da Elisso di Roma in visita all'ufficio Ansa di Beirut I ragazzi che partecipano al progetto cofinanziato dal Ctm di Lecce e da Elisso di Roma in visita all'ufficio Ansa di Beirut

(di Lorenzo Trombetta) (ANSAMed) - BEIRUT - Il sogno di Israa, tredicenne palestinese del più affollato campo profughi del Libano, era di diventare fotografa. Sin da bambina, racconta mentre impugna una moderna Nikon digitale e si prepara ad un nuovo scatto, desiderava tradurre in immagini fisse la realtà attorno a lei.

Lubna, invece, sedicenne dello stesso campo di Ayn al Helwe nei pressi di Sidone, 40 km a sud di Beirut, non avrebbe mai pensato di poter scrivere su un blog e di condurre un'intervista, come una vera giornalista.

Israa e Lubna sono due dei 23 ragazzi di Ayn al Helwe, assembramento di circa 80.000 persone da decenni stipate in appena tre km quadrati di terreno chiuso da muri e posti di blocco, che hanno partecipato alla prima fase del progetto diretto dall'organizzazione non governativa Ctm di Lecce in collaborazione con l'associazione Elisso di Roma, specializzata in comunicazione sociale, e la Ghassan Kanafani Cultural Foundation, da quasi 40 anni operativa in sei dei 12 campi palestinesi ufficiali del Libano e responsabile di asili nido, centri per bambini diversamente abili e biblioteche per l'infanzia.

Intitolato "La comunicazione sociale in rete come strumento di integrazione multietnico e religioso in Libano", il progetto, del costo totale di circa 90.000 euro, è finanziato per circa 40.000 euro dalla Conferenza episcopale italiana, mentre i restanti 50.000 euro sono stati stanziati dal Ctm e da Elisso.

Con quest'azione - afferma Ilaria Orlandi, direttrice del progetto - si intende favorire l'accesso e l'utilizzo dei mezzi di comunicazione sociale in rete per giovani palestinesi e libanesi attraverso corsi di formazione e l'istituzione di redazioni presso le biblioteche gestite dalla fondazione Kanafani nei campi profughi di Nahr al Bared e Beddawi a Tripoli (90 km a nord di Beirut) e in quello di Ayn al Helwe a Sidone.

Qui, da ottobre a dicembre, si è svolta la prima fase del progetto. E dei 23 ragazzi che avevano aderito all'iniziativa sono stati selezionati sei maggiormente motivati, assieme a due insegnanti, di cui una non vedente, e a un'addetta alla biblioteca locale della fondazione Kanafani.

In tutto, da ottobre 2011 a maggio 2012, saranno coinvolti circa 60 ragazzi palestinesi e libanesi, con età compresa dai 13 ai 18 anni, oltre ai responsabili delle biblioteche e altri operatori della fondazione intitolata a Ghassan Kanafani (1936-72). Romanziere, drammaturgo e giornalista palestinese, autore di numerosi scritti per bambini e, in seguito, portavoce del neonato Fronte popolare per la liberazione della Palestina, Kanafani fu ucciso assieme alla nipotina in un attentato dinamitardo a Beirut attribuito al Mossad israeliano.

"Lavorare assieme e il conoscersi - riprende Orlandi di Ctm - contribuisce a superare i pregiudizi e ad avvicinare i popoli di religioni e culture diverse, favorendone l'integrazione". In tal senso la creazione di un blog (già online all'indirizzo http://todreamtothinktochange.com) e la compilazione di una newsletter sono gli strumenti che i ragazzi di Ayn al Helwe stanno imparando a conoscere, acquisendo dimestichezza con la grafica, la fotografia e gli strumenti Web.

Muhammad, 16 anni, è uno dei redattori in erba del blog ed è responsabile anche del settore fotografico, mentre Wassim, 14 anni, è ormai l'esperto di programmi di elaborazione grafica.

Sanaa e Hiba, insegnanti alla fondazione Kanafani e coadiuvate da Zeina, assistente, sono le responsabili della redazione e dei contenuti del blog.

L'intera squadra di Ayn al Helwe, accompagnata dai responsabili di Ctm, Elisso e fondazione Kanafani, ha compiuto un'inedita visita il 6 dicembre scorso all'ufficio dell'ANSA di Beirut dove, oltre a raccontare la propria esperienza in questa prima fase del progetto, ha incontrato la redazione per un approfondimento sulle tecniche di base di giornalismo d'agenzia.

"Grazie al blog - afferma Wassim parlando a Beirut con ANSAMed - raccontiamo la nostra vita nel campo e speriamo di poter entrare in contatto con i nostri coetanei in Italia e altrove".

L'iniziativa sarà infatti promossa nel corso del 2012 da Ctm ed Elisso. Sanaa, educatrice non vedente e responsabile dell'insegnamento ai ragazzi non vedenti di tecniche per lavorare al computer grazie a strutture acquistate con i fondi del progetto Ctm-Elisso-Kanafani, ha dal canto suo sottolineato le enormi difficoltà degli abitanti del campo nell'accedere al Web: "l'elettricità viene erogata solo due ore al giorno, e sono poche le famiglie che possono permettersi l'acquisto di un computer... la connessione Internet è poi lenta e spesso interrotta".

Il blog creato dai ragazzi, seguiti in questi mesi da diversi esperti giunti dall'Italia e costantemente coordinati da Ilaria Orlandi e da Francesca Bellini, è scritto in tre lingue (arabo, inglese e italiano), e sarà costantemente aggiornato anche dopo la fine del progetto da parte della redazione della fondazione Kanafani, proprio con l'obiettivo di mantenere un contatto diretto tra i tre campi del Libano coinvolti, e tra i ragazzi palestinesi, libanesi e italiani.(ANSAMed).

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