Cisgiordania: dalla birra al vino, il 'Vinfest' di Taybeh

Un festival per presentare al pubblico serie vini alta qualità

02 marzo, 11:38

Il vino palestinese cerca pubblico Il vino palestinese cerca pubblico

Dalla birra al vino: la piccola cittadina cristiana di Taybeh, nei Territori occupati palestinesi, riapre i battenti ai turisti e agli amanti del bere. Ma questa volta non per far degustare la sua famosa birra - il primo e unico birrificio in Medio Oriente - ma per presentare al pubblico 'Nadim', una nuova serie di vini di alta qualità. L'iniziativa si intitola 'Vinfest' e si muove sul solco delle tradizionali feste del vino, cercando di mettere insieme musica, cultura e naturalmente un buon bicchiere di rosso. "E' su questo che dovremmo puntare - racconta all'ANSA Nadim Khouri, co-proprietario e ideatore del festival - per rendere la Palestina un paese competitivo e che attragga investimenti.

Purtroppo fino a che l'occupazione israeliana ce lo impedirà non possiamo far altre che prepararci a quel momento". Dal 1994 Khouri produce in tre differenti qualità (lager, scura e ambrata) la birra che prende il nome proprio dalla cittadina cristiana di Taybeh, ed e' riuscito a conquistarsi non solo una buona fetta di mercato palestinese, ma anche ad esportare sia in Israele sia in Europa. Le uve vinificate, raccolte tra i villaggi di Taybeh, Aboud e Birzeit (sede di una delle più importanti università palestinesi) sono Merlot, Cabernet e Syrah e fanno, dal novembre scorso, già bella mostra sugli scaffali dei negozi di liquori e nei menu dei ristoranti (quelli che servono vino) palestinesi. 'Nadim', e' si' il nome del proprietario, ma in arabo significa anche 'compagno di bevute', ed ha un forte legame con la musica tradizionale araba: in particolare con la leggendaria artista egiziana Umm Kulthum che, nella sua celebre canzone 'Al-atlal, canta appunto di "Nadim".

Ma nella cantina di Taybeh non ci sono solo le aspirazioni e la passione di Nadim e di sua moglie Maria. Un ruolo determinante e' giocato anche dal figlio dei Khouri, Canaan, che - fresco di laurea presso la prestigiosa università americana di Harvard - sta prendendo in mano le redini dell'azienda vinicola e ha già incominciato a sperimentare, insieme ai contadini locali, una versione palestinese di Sauvignon Blanc che verrà presentata questa primavera. E c'e' pure molta Italia nella cantina di Taybeh: la maggior parte dei macchinari per la vinificazione provengono da li'. ''L'Italia - spiega Maria - e' un esempio da seguire per quanto riguarda il vino. Speriamo un giorno di poter vendere e i nostri prodotti anche li da voi". Il Vinefest ha aperto i battenti il 27 di febbraio presso il Taybeh Golden Hotel con la partecipazione di diversi musicisti locali, tra cui la Mina Band e il jazz di Joseph Dugmaq, insegnante di sassofono presso il conservatorio Edward Said di Ramallah, e saranno esposte le opere di due importanti artisti della scena palestinese, Nabil Anani e Tyser Barkat. Arte, musica e buon vino, sembrano esserci tutti gli ingredienti per il successo per la nuova avventura della famiglia Khouri e la piccola cittadina cristiana di Taybeh. (ANSAmed).

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