Israele: villaggio pacifisti rende omaggio a 'salvatori' vite umane

Premi a Moas per migranti e a tunisino Abdelsslem per Bardo

08 marzo, 19:50

Un migrante soccorso in un'operazione congiunta tra Moas e Croce rossa Un migrante soccorso in un'operazione congiunta tra Moas e Croce rossa

NEVE' SHALOM/WAHAT AL SALAM- L'Onlus italiana Moas (Migrant Offshore Aid Station) fondata da Regina e Christopher Catrambrone, protagonista di migliaia di salvataggi di migranti nel Mediterraneo, e la guida tunisina Hamadi Abdelsalam, che soccorse i turisti italiani nel Museo Bardo di Tunisi attaccato dai terroristi: a loro sono andati i riconoscimenti, per essersi distinti nel 2016 nell'obiettivo di salvare vite umane, consegnatinel villaggio ebraico-arabo di Neve' Shalom/Wahat al Salam, vicino Latrun.

La cerimonia è avvenuta nel suggestivo 'Giardino dei Salvatori', un uliveto in cui sono esposte placche di riconoscenza per palestinesi che salvarono ebrei durante il conflitto, per ebrei che salvarono palestinesi e anche salvatori distintisi in altri conflitti. Ideatore del progetto è il professor Yair Auron che porta avanti alla Knesset il progetto di riconoscere un intero villaggio di circassi come Giusti fra le Nazioni.

Regina Catambrone ha raccontato ad un gruppo di bambini arabi ed ebrei presenti alla cerimonia di aver deciso nel 2013 di non poter più assistere inerte alla tragedia che avveniva nel Mediterraneo. Grazie ad un sofisticato sistema di pronto intervento in alto mare, Moas - ha spiegato Catambrone - ha salvato 33 mila persone che hanno potuto raggiungere indenni le coste italiane.

Abdelsalam - che non ha potuto essere presente alla premiazione - ha comunque inviato un messaggio video di saluto.

Neve' Shalom (in ebraico: Oasi di pace) è un villaggio comunitario di alcune centinaia di israeliani che si prefiggono di rappresentare un modello di convivenza pacifica fra ebrei e musulmani israeliani, anche in momenti di conflitto. La manifestazione odierna e' stata organizzata con Gariwo, onlus italiana che si prefigge di diffondere a livello internazionale il modello dei Giusti, di quanti cioè - come ha spiegato il giornalista Antonio Ferrari in rappresentanza dell'organizzazione - mettono a repentaglio la propria esistenza per aiutare persone a cui non sono necessariamente legate da legami etnici o religiosi. 

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