Migranti: 1.293 minori in fuga da centri accoglienza in 2017

Procura, la situazione è fuori controllo

11 settembre, 15:52

(di Paola Del Vecchio) (ANSAmed) - MADRID, 11 SET - La situazione dei minori stranieri non accompagnati ('Mena') è sempre più un'emergenza in Spagna, soprattutto in Andalusia, come segnalano la Procura per la protezione dei minori di Siviglia e la Memoria della Procura Generale dello Stato, presentata ieri in apertura dell'anno giudiziario. Ed è anche una priorità del governo socialista di Pedro Sanchez, che ad agosto ha approvato un decreto per migliorare i centri di accoglienza delle enclavi di Ceuta e Melilla. Nel 2017 sono stati 1.293 i minori stranieri "in fuga" dai centri di tutela, che hanno fatto perdere le tracce, come evidenzia la memora della Procura Generale dello Stato, citata oggi dai media iberici. In tutto, sono stati 2.345 i minori migranti sbarcati sulle coste spagnole, con un incremento del 398% rispetto al 2016, quando si registrarono 588 arrivi, e pari a un aumento del 566% rispetto al 2015, quando in 414 arrivarono via mare.

La stragrande maggioranza di questi bambini e adolescenti sono maschi (97%), provenienti dal Marocco (56,3%), o dai paesi dell'Africa Subsahariana come la Repubblica di Guinea (8,4%), la Costa d'Avorio (7,5%) e il Gambia (2,8%). Al 31 dicembre scorso la Procura ha registrato 6.414 minori "sotto tutela o accoglienza dei servizi di protezione", pari a un incremento di oltre il 60% rispetto al 2016. Anche il numero di accertamenti per accreditare l'età dei minori, in totale 5.600, ha registrato nel 2017 un aumento di oltre l'88% rispetto all'anno precedente.

L'aumento del numero di Mena è stato massiccio nella regione meridionale dell'Andalusia, dove sono giunti 4.798 dei 10.162 minori sbarcati in Spagna negli ultimi due anni, pari a un incremento del 572%. Sono le cifre diffuse dalla Procura per la famiglia e la protezione dei minori di Siviglia, che dimostrano la dimensione di un problema, che "ci è sfuggito di mano", come denuncia il procuratore capo, Daniel Valpuesta, citato oggi dal quotidiano El Mundo. E questo "perché non ci sono risorse per applicare pienamente le conseguenze della dichiarazione di abbandono di un minore: assistenza, formazione e preparazione per la vita adulta", ha assicurato Valpuesta. Il procuratore ha inoltre rilevato che nessuno dei 400 provvedimenti di rimpatrio avviati quest'anno dagli uffici giudiziari minorili è stato eseguito dalla Delegazione del governo, la locale prefettura, nonostante il 70% dei casi riguardi minorenni marocchini i cui familiari "sono perfettamente localizzati". Per questi motivi denuncia che i centri per l'accoglienza sono diventati "un deposito di bambini", ai quali non sono offerte le risorse previste per la formazione. Anche la misura approvata venerdì scorso nel Consiglio dei ministri presieduto da Pedro Sanchez, con lo stanziamento straordinario di 40 milioni di euro da destinare alle regioni che volontariamente accoglieranno i minori migranti, è definita da Valpuesta "una pezza". Il procuratore ha insistito sulla necessità di "formule" per dissuadere bambini e minori dall'intraprendere i viaggi della speranza verso la Spagna e ha indicato, fra queste, la necessità di farli ritornare dai loro familiari "con tutte le garanzie", sebbene rilevando "la mancanza di una volontà politica al riguardo".

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