Caporalato: migranti sfruttati, 3 euro l'ora per raccolta abiti

Inchiesta Ps Cremona, norme sicurezza e igiene assenti. Arresti

22 gennaio, 14:09

MILANO - Migranti pagati 3 euro l'ora, costretti a lavorare in condizioni degradanti e in assenza di qualsiasi rispetto delle norme in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro. Lo ha scoperto la Polizia che sta eseguendo a Cremona alcune ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e dell'obbligo di dimora nei confronti di un gruppo di extracomunitari, con loro anche un italiano, accusati di far parte di un'organizzazione criminale dedita al caporalato.

Secondo quanto accertato dalle indagini condotte tra aprile e novembre 2018, i migranti erano impegnati nella raccolta di indumenti usati destinati ad essere poi distribuiti nei mercati del nord Africa. L'organizzazione operava oltre che a Cremona, nelle province di Como, Bergamo e Reggio Emilia.

L'attività degli investigatori della Squadra Mobile di Cremona era iniziata nell'aprile del 2018 quando, a causa di un incidente stradale, erano morti due migranti, ammassati con altri a bordo di un camion. Dalle testimonianze era emerso che il mezzo veniva utilizzato per trasportare dei richiedenti asilo per farli lavorare nell'attività di raccolta di indumenti usati.

Gli agenti della Mobile, anche con intercettazioni telefoniche, hanno scoperto un gruppo di extracomunitari, con loro anche un italiano, dedito al business della raccolta degli indumenti usati e destinati alla distribuzione nei mercati del Nord Africa. Le indagini hanno accertato che i destinatari delle misure cautelari, avevano creato una rete per reclutare extracomunitari (tra i quali irregolari e richiedenti asilo). Alle vittime dello sfruttamento era corrisposto una retribuzione di 3 euro l'ora. Gli indumenti erano acquistati per 0,30 centesimi al chilo per essere rivenduti sui mercati del Nord Africa ad un prezzo di 30-40 volte superiore, garantendo, agli sfruttatori un guadagno di circa 150.000 euro a container per circa due volte a settimana.

All'esito dell'operazione, tre persone sono state sottoposte alla custodia cautelare in carcere, uno agli arresti domiciliari (l'italiano) e uno sottoposto all'obbligo di dimora. Sono in corso le ricerche di altri due nordafricani da sottoporre all'obbligo di dimora.

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