Migranti:Ong chiedono intervento per ivoriani bloccati

Presidio davanti a sede Unhcr di Tunisi

06 agosto, 16:26

(ANSAmed) - TUNISI, 06 AGO - "Attivisti tunisini e internazionali chiedono un intervento immediato a protezione delle 36 persone deportate al confine libico e lì bloccate in condizioni durissime". Lo scrivono il collettivo campagna LasciateCIEntrare, Meltingpot Europa, Progetto 20k -Carovane migranti, in questi giorni in Tunisia per partecipare all'iniziativa Europe Zarzis Afrique, e stamattina in presidio davanti alla sede dell'Unhcr di Tunisi, sulle proprie pagine facebook, in riferimento alla vicenda dei 36 ivoriani bloccati, secondo Ong e Oim in una zona militarizzata sul confine tra Libia e Tunisia da sabato scorso. Attivisti tunisini e internazionali "inoltre chiedono che l'UNHCR prenda una posizione di condanna nei confronti del governo tunisino e le sue menzogne. Anche ieri le autorità propagandavano fake news affermando che la deportazione non era mai avvenuta, incolpando gli attivisti italiani per la diffusione del video".

"Le persone deportate - proseguono - sono ancora nella zona di frontiera con la Libia, e solo la presenza sul posto di attivisti e le diverse forme di pressione e la risonanza mediatica hanno fino ad ora evitato conseguenze peggiori". "La funzionaria dell'UNHCR con cui gli attivisti hanno parlato - si legge ancora su facebook - conferma di essere al corrente della deportazione, ma fino a questo momento l'agenzia dell'Onu non si è espressa formalmente non trattandosi di richiedenti asilo. Tuttavia di fronte alla domanda della possibilità di esercizio del diritto d'asilo in frontiera non ha saputo rispondere. Gli attivisti ribadiscono che le persone devono essere immediatamente riportate a Sfax, protette e lasciate libere di scegliere dove voler vivere!". Sulla vicenda non si sono ancora pronunciate ufficialmente le autorità tunisine. (ANSAmed)
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