Spagna: Bilbao, capitale archistar in continua metamorfosi

Anche disoccupazione al di sotto media spagnola

07 dicembre, 10:11

Il Guggenheim Museo di Bilbao Il Guggenheim Museo di Bilbao

(di Paola Del Vecchio) (ANSAmed) - Madrid, 6 DIC - Dalla grigia città depressa, con gli altiforni chiusi, i moli deserti e le imprese in bancarotta della fine degli anni Ottanta, alla metropoli delle archistar del XXI secolo, insignita del Lee Kuan Yew World City Prize, il maggiore riconoscimento alla trasformazione urbanistica, e finalista per il titolo di Capitale mondiale del design 2014. Sebbene lo scettro le sia stato poi soffiato dalla sudafricana Città del Capo, Bilbao, il capoluogo dei Paesi Baschi, avanza senza sosta nel suo processo di rivalizzazione, che in soli 25 anni l'ha fatta risorgere dalle proprie ceneri indistriali per convertirla in una città high tech di servizi, che attrae ogni anno sempre più turisti e migliora, allo stesso tempo, la qualità di vita dei propri residenti. Più che una trasformazione urbanistica, un'autentica metamorfosi, cominciata con un simbolo della città post-industriale, il museo Guggenheim di Frank Gery, al quale sono seguiti interventi dei maggiori arichitetti contemporanei. La metropolitana (Norman Foster); il Palazzo Euskalduna (Federico Soriano); il centro commerciale Zubiarte (Roberto A.M.

Stern); il paseo di Uribitarte; il rifacimento dei moli; il centro polivalente Alhondiga (Philippe Stark); la biblioteca di Deusto (Rafael Moneo); La Torre Iberdrola (Cesar Pelli); l'hotel Sheraton (Ricardo Legorreta), solo per citare alcune delle grandi opere, con un denominatore comune: il design in funzione dell'efficienza e dell'integrazione urbanistica. E, con la pelle, la città ha cambiato il proprio tessuto industriale,in una trasformazione ancora incompiuta, ma riuscita a mutare il futuro di declino progressivo, che due decenni fa, con la chiusura delle acciaierie, sembrava ineluttabile. Il settore dei servizi, le attività tecniche, amministrative e commerciali, ancora non generano pieno impiego ma c'è spazio per l'ottimismo.

Il tasso di disoccupazione di Bilbao supera di 5 punti la media basca (11,6%), ma è comunque di gran lunga inferiore al record nero del 22% segnato a livello nazionale, secondo il rapporto del Comune 'Tendenze del lavoro e Bilbao in cifre'. Il Palazzo dei congressi Euskalduna, costruito nel 1999 sulla riva del Nervion, al posto degli antichi cantieri navali, è oggi leader per riunioni e convention a livello nazionali. Costato 80 milioni di euro, nel 2010 ha avuto un impatto di 88 milioni sul Pil dei Paesi Baschi, e attualmente si lavora al suo ampliamento. Le attività in programma segnano il tutto esaurito fino al 2014. Congressi, ma anche crociere, concerti, spettacoli ed eventi sportivi, che attireranno migliaia di turisti, con una ricaduta positiva sul commercio, sul settore alberghiero e della ristorazione. Al nuovo molo di Getxo attraccheranno 55 grandi navi da crociera nel 2012. Naturalmente, la gioia della corona resta il Guggenheim, che riceve ogni anno milioni di visitatori, dei quali 2 su 3 sono stranieri) e resta il traino fondamentale per il settore. Dal 1997, anno della sua apertura, il numero di occupanti degli hotel bilbaini è triplicato e, negli ultimi 5 anni, è stata inaugurata una dozzina di nuove strutture alberghiere, secondo quanto confermano alla patronale del settore 'Destino Bilbao'. La città si prepara ora ad affrontare la seconda parte della sua trasformazione con una economia creativa, con investimenti nei settori della pubblicità, del design industriale, della moda, dell'informatica, nell'arte e nella gastronomia. Senza dimenticare, naturalmente, l'architettura. La maggiore sfida urbanistica dei prossimi due decenni sarà la trasformazione della penisola Zorrotzaurre, al centro del fiume Nervion, dove è previsto il progetto di una piccola Manhattan, con 5.000 abitazioni di alta gamma, un belvedere passeggiata lungo la riva, di 7 chilometri, e un parco di imprese tecnologiche. (ANSAmed) YK8

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