Italia: Cultura e'suo petrolio,vale 76 mld euro all'anno

studio unioncamere-symbola. settore assorbe quasi 1/5 occupati

20 luglio, 11:33

Italia: cultura e' suo petrolio Italia: cultura e' suo petrolio

(di Alessandra Massi) (ANSAmed) - TREIA (MACERATA) - La cultura ''frutta'' al Paese il 5,4% della ricchezza prodotta, equivalente a quasi 76 miliardi di euro, e da' lavoro a un milione e 400 mila persone, il 5,6% del totale degli occupati in Italia, piu' del settore primario o del comparto della meccanica.

E' quanto emerge dal Rapporto 2012 sull'Industria culturale in Italia, ''L'Italia che verra''' elaborato da Symbola e Unioncamere, presentato oggi a Treia (Macerata), durante la prima giornata del seminario estivo della fondazione. Se si allarga lo sguardo dalle imprese che producono cultura in senso stretto - industrie culturali e creative, patrimonio storico-artistico e architettonico, performing art e arti visive - a tutta la 'filiera della cultura', ossia ai settori attivati dalla cultura, il valore aggiunto prodotto schizza al 15% totale dell'economia nazionale e impiega ben 4 milioni e mezzo di persone, il 18,1% degli occupati totali. Sacrificata spesso sull'altare della riduzione del debito pubblico, la cultura dimostra non solo di poter 'sfamare' il Paese, ma di 'far mangiare' gia' oggi quasi un quinto degli occupati italiani. I risultati dello studio, il primo a quantificare il peso della cultura nell'economia nazionale - spiegano Symbola e Unioncamere - ''smentiscono chi la descrive come un settore non strategico e rivolto al passato, e la inquadrano invece come fattore trainante e di rilancio per molta parte dell'economia italiana, una delle leve per ridare ossigeno ad un Paese messo a dura prova dalla perdurante crisi''.

Nel quadriennio 2007-2011, la crescita nominale del valore aggiunto delle imprese del settore culturale e' stata dello 0,9% annuo, più del doppio rispetto all'economia italiana nel suo complesso (+0,4% annuo). Un dato che si riflette anche sulla caparbia tenuta occupazionale del comparto: nello stesso periodo gli occupati nel settore sono cresciuti dello 0,8% annuo, a fronte della flessione dello 0,4% annuo subita a livello complessivo. E ancora, il saldo della bilancia commerciale del sistema produttivo culturale nel 2011 ha registrato un attivo per 20,3 miliardi di euro che ha permesso alla cultura di contribuire alla ripresa, seppur contenuta, del Pil tra il 2010 e la prima parte del 2011.

A livello di economia complessiva, invece, la bilancia indicava -24,6 miliardi. L'export di cultura vale oltre 38 miliardi di euro e rappresenta il 10% del totale complessivo nazionale. L'import e' pari a 17,8 miliardi di euro e costituisce il 4,4% del totale. Interessante anche la capacità attrattiva della cultura sul turismo: la componente attivata dalle industrie culturali e' quantificabile nel 33,6% del totale della spesa turistica sul territorio nazionale, 23,3 miliardi di euro.

Il rapporto Unioncamere e Fondazione Symbola e' stato realizzato con la supervisione del prof. Pierluigi Sacco e con il coinvolgimento di oltre 20 esperti per individuare le esperienze piu' avanzate e le tendenze emergenti di ogni settore. Secondo Ermete Realacci, presidente di Symbola, ''l'Italia deve fare l'Italia. Bisogna fronteggiare la crisi, senza lasciare indietro nessuno, ma risanando l'economia. La cultura e' l'infrastruttura immateriale fondamentale di questa sfida''. Per il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, si sta affermando ''un nuovo modello di sviluppo in cui e' crescente l'interesse verso la valenza strategica della cultura e della creativita' quali fattori decisivi per una nuova politica dell'innovazione, della qualita', del benessere e della sostenibilita'''.(ANSAmed).

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