Musei Egizio Torino, Ramses II parla la lingua dei segni

Prima sperimentazione GoogleGlass4Lis per visitatori non udenti

12 novembre, 12:15

Al Museo Egizio di Torino prima sperimentazione mondiale di GoogleGlass4Lis per i visitatori non udenti Al Museo Egizio di Torino prima sperimentazione mondiale di GoogleGlass4Lis per i visitatori non udenti

(ANSAmed) - TORINO - Il Museo Egizio di Torino è protagonista della prima sperimentazione al mondo di GoogleGlass4Lis. E' l'applicazione per Google Glass che offre ai visitatori non udenti una guida personalizzata nel linguaggio dei segni, grazie a una piattaforma che traduce automaticamente i contenuti in Lis con un avatar virtuale, proiettato sulla superficie dell'innovativo prototipo di Google. La prima sperimentazione inizia dallo statuario del Museo torinese e dal suo monumento simbolo, la statua di Ramses II.

Basta un tocco sul touchpad, posizionato sull'asta dei GoogleGlass, per accedere alle informazioni tradotte in Lis sulla preziosa statua. Con un comando vocale si può sospendere e avviare la traduzione, scattare una fotografia, o registrare un video da condividere con gli amici sui social network. E' una svolta epocale, che permetterà ai visitatori sordi di poter vivere un'esperienza culturale completa, senza interpreti, né mediatori.

La sperimentazione sara' estesa nei prossimi mesi ad altre opere nello statuario del Museo, oggetto di importanti lavori di ristrutturazione in vista della primavera del 2015, quando si ripresenterà al pubblico con spazi raddoppiati e un nuovo allestimento. Dalla sperimentazione, intanto, i ricercatori si aspettano di ottenere informazioni indispensabili per migliorare il software in tutte le sue applicazioni, da quelle su dispositivo mobile individuale, come lo smartphone o il tablet, fino alle tante possibilità di fruizione collettiva, nell'ottica di una piena inclusione dei sordi nella vita sociale: è già allo studio un progetto per tradurre in tempo reale gli annunci vocali nelle stazioni ferroviarie, che verrà testato a Torino Porta Nuova.

Quella dell'Egizio è una delle prime applicazioni europee per Google Glass, sviluppata da Rokivo, società che fa parte del programma 'Explorer' avviato dalla casa di Mountain View, e Vidiemme Consulting, in sinergia con l'Ente Nazionale Sordi (ENS). Un progetto completamente made in Italy, la cui piattaforma si basa sui risultati di Atlas (Automatic Translation into Sign Language), una ricerca finanziata dalla Regione Piemonte e coordinata dal professor Paolo Prinetto, docente del Politecnico di Torino, con il supporto dell'Università degli Studi di Torino e il contributo di Carlo Geraci, ricercatore all'Institut Jean - Nicod di Parigi e uno dei massimi esperti di Lis. "Fondamentale è stato anche il ruolo della Città di Torino - ha sottolineato Valerio Saffirio, fondatore di Rokivo - che ci ha messi in contatto con il Dipartimento di Automatica e di Informatica del Politecnico di Torino, con cui abbiamo raggiunto questo risultato".(ANSAmed).

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