Sguardi incrociati a Tunisi, Reset e la sfida del dialogo

Giornata studio su esperienze a confronto Tunisia-Ue

29 gennaio, 12:21

(ANSAmed) - TUNISI, 29 GEN - Un confronto tra l'Europa del dopoguerra e la Tunisia della transizione democratica alla ricerca di similitudini sulle quali fondare un dialogo. In questo esercizio si sono cimentati i partecipanti alla conferenza "Sguardi incrociati, esercizio e cultura del compromesso dall'Europa del 1945 alla Tunisia del 2015", svoltasi ieri all'Istituto italiano di cultura di Tunisi ed organizzata da Reset-Dialogues on Civilizations, nell'ambito del progetto Arab Media Report.

Un confronto utile per favorire il dialogo, sempre più necessario considerata la crisi che sta attraversando il mondo arabo e i suoi valori da una parte, ma anche l'Europa e le sue convinzioni dall'altro, ha osservato Francesca Corrao, Professoressa di lingua e cultura araba all'Università Luiss di Roma, co-promotrice della conferenza insieme all'Observatoire Arabe des Religions et des Libertés. Il dialogo costituisce la base della democrazia e del compromesso necessario per raggiungerla, così come è successo in Tunisia durante la transizione magistralmente riassunta in cinque punti da Yadh Ben Achour, già presidente della Haute Instance de la Révolution. Si e' dibattuto sui temi della democrazia come cultura del compromesso e l'inclusione come fattore importante dello stesso, anche di chi non e' propenso a dialogare.

"Gestire la diversità serve a combattere gli estremismi e bloccare la diffusione di false informazioni. Solo attraverso una migliore comprensione reciproca è possibile migliorare il nostro livello di dialogo", ha detto il presidente di Reset Giancarlo Bosetti. Da questo punto di vista, ha proseguito, l'esperienza tunisina potrebbe rappresentare una "eccezione" virtuosamente contagiosa e dunque capace nel tempo di propagare la democrazia, la tolleranza, lo spirito del consenso in grado di sconfiggere i radicalismi.

Il nostro obiettivo, ha concluso Bosetti, e' instaurare tra Tunisi e Roma un dialogo che possa durare nel tempo, con l'inclusione di intellettuali arabi anche di altri paesi dove ancora non si e' raggiunta la capacità di comporre pacificamente i contrasti e garantire lo stato di diritto.(ANSAmed).

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