Teatro: un 8 marzo speciale per Bonino e Dandini a Tunisi

Esordio di successo di Ferite a morte, prima in un paese arabo

09 marzo, 11:45

Emma Bonino durante lo spettacolo Ferite a Morte di Serena Dandini andato in scena ieri sera a Tunisi Emma Bonino durante lo spettacolo Ferite a Morte di Serena Dandini andato in scena ieri sera a Tunisi

(ANSAmed) - TUNISI - Grande successo a Tunisi per la prima dello spettacolo teatrale 'Ferite a morte', scritto da Serena Dandini con la collaborazione di Maura Misiti, andato in scena per la prima volta in un Paese arabo e musulmano, con la partecipazione dell'ex ministro degli Esteri Emma Bonino.

La sfida era proprio questa, esordire in zone dove l'emancipazione delle donne non è così scontata. "Con questa iniziativa - spiega Emma Bonino - usciamo dal mondo occidentale grazie all'impegno di donne tunisine coraggiose, perché la violenza domestica è un fenomeno praticato in tutte le parti del mondo. Uno sport ancora diffusissimo che non ha bisogno di stati né di olimpiadi".

La Tunisia infatti è un paese in cui il Codice dello statuto personale ha consentito alle tunisine di godere di una condizione unica nel mondo arabo, ma in cui spesso i diritti rimangono tali solo sulla carta. Per esempio, da tempo il Parlamento tunisino attende di votare una legge organica sulla violenza contro le donne e, secondo un recente studio, le donne vittime di violenze psicologiche arriva al 48% mentre quelle di tipo fisico al 32%.

La Tunisia ha subito negli ultimi anni le influenze dell'islam politico al potere con il velo tornato nelle università. L'inserimento, lo scorso anno, del principio dell'uguaglianza dei diritti di donne e uomini in Costituzione è stato il risultato di una difficile mediazione tra tutte le forze politiche e soprattutto una forte risposta della società civile. Ed è proprio alle rappresentanti della società civile e delle associazioni che da sempre si battono per i diritti delle donne in Tunisia che Serena Dandini ha affidato i racconti di Ferite a morte, al Teatro 4ème Art, ieri in occasione della Giornata internazionale della donna.

Ispirandosi alla famosa Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master, gli spoon di Ferite a morte attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche dando voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un 'ex', in un immaginario racconto postumo. A togliere loro la vita, è stato lui, l'uomo, il mostro che avevano a casa, il mostro che torna a casa ubriaco, il mostro che vuole vedere soddisfatti tutti i suoi desideri, il mostro che non sopporta il talento femminile, il mostro che stupra, il mostro che comanda nel nome dell'onore e della superiorità. Sul palco, assieme a Serena Dandini, Maura Misiti ed Emma Bonino, oratrici d'eccezione a raccontare in francese, arabo letterario e dialetto tunisino. Majdoline Cherni (segretario di stato), Jalila Baccar (attrice), Fatma Saidene (attrice), Bochra Belhaj Hmida (deputata), Latifa Lakhdhar (Ministro tunisino della cultura), Basma Khalfeoui (presidente della fondazione Chokri Belaid), Nedia Khiari (caricaturista), Meriem Belkadhi (giornalista), Raja Dahmeni (ATFD), Lina Ben Mhenni (blogger), Najoua Rezgui (ex prigioniera politica), Amira Yahyaoui (presidente di Bawssala), Amel Hamrouni (cantante).

La presenza sul palco della ministra della Cultura, Latifa Lakhdar, testimonia l'impegno del nuovo esecutivo per l'affermazione dei diritti delle donne in Tunisia. Emma Bonino, accolta da un caloroso applauso del pubblico, alla fine dello spettacolo visibilmente soddisfatta, ha spiegato che cambiare il mondo è possibile, mentre la Dandini ha affermato che i cambiamenti nella società non avvengono di colpo, ma bisogna lottare ogni giorno per arrivare alla meta prefissata, per questo essere a Tunisi ha significato molto.

L'evento si è svolto in collaborazione con Fidh (Federazione internazionale dei diritti dell'uomo, filiale Tunisia), Ltdh (Lega tunisina dei diritti dell'uomo), Afdt (Association femmes démocrates tunisiennes), le Ong italiane Cefa Onlus, Gvc Onlus, e No Peace Without Justice, con il sostegno dell'Istituto italiano di Cultura di Tunisi e il patrocinio del Ministero degli Esteri, Ambasciata Italiana a Tunisi e Regione Emilia Romagna.(ANSAmed).

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