Cinema: Granma, in Nigeria per raccontare rischi migrazione

Da un soggetto di Gianni Amelio con regia di Gaglianone e del nigeriano Alfie Nze

04 luglio, 20:31

   (di Stefano Intreccialagli).

   - ROMA - Jonathan è un giovane cantante hip-hop di Lagos, in Nigeria. Un giorno, mentre sta registrando una nuova canzone, riceve una telefonata. Il cugino Momo, nel tentativo di raggiungere l'Europa, è morto in mare. Jonathan non ha scelta: deve accompagnare sua nonna a portare la notizia alla sorella, la nonna di Momo, che vive in un villaggio nel cuore del sud est della Nigeria. Un viaggio che sarà occasione di confronto e crescita per entrambi. È la vicenda narrata in "Granma" (la "grandma" nell'inglese di strada parlato in Nigeria), un film breve e "d'autore" sulla migrazione, che si rivolge all'Africa e all'Europa.

Il film, presentato oggi alla Casa del cinema di Roma, nasce da un'idea dell'agenzia di comunicazione Horace per conto dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) nell'ambito del progetto Aware Migrants, la campagna web per sensibilizzare i migranti sui rischi del viaggio verso l'Europa, finanziata dal ministero dell'Interno italiano.

Il soggetto originale è stato scritto dal regista italiano Gianni Amelio, e il film è prodotto da Gianluca Arcopinto.

Sceneggiatura e regia sono stati affidati all'italiano Daniele Gaglianone e al nigeriano Alfie Nze. Quest'ultimo ha anche scritto la colonna sonora, il brano rap "Challenging Death" interpretata anche in un video dai giovani protagonisti.

Granma è stato invitato a far parte della selezione ufficiale del Festival di Locarno, in programma ad agosto, dove avrà la sua prima proiezione pubblica. Ma l'idea è quella di diffonderlo il più possibile, soprattutto nei Paesi di origine dei migranti.

Le migrazione oggi sono "il risultato del fatto che il sistema non permette di muoversi liberamente. Un sistema profondamente ingiusto", ha dichiarato Daniele Gaglianone, facendosi di fronte al pubblico una domanda che lui stesso ha definito 'naif', ma proprio per questa portatrice di verità: 'Perchè un ventenne europeo può muoversi liberamente nel mondo, e uno di Lagos no?". Girato in 2 settimane, il film "è stato - ha racconto il regista - un'esperienza molto intensa: l'impatto con l'Africa è molto 'muscolare'". Lavorare in Nigeria, dove il film è stato realizzato, "è stata dura", ha aggiunto Alfie Nze.

"Sfido chiunque a tirare fuori una telecamera a Lagos: arrivano i padroni della strada e sei fortunato se torni vivo".

Granma sono 35 minuti di un film "fuorischema" dai molti sottotesti, che parte dalle storie vere. "È quasi impossibile trovare in Europa persone, emigrate come me da 15 anni, che non abbiano un parente che sia partito o si stia preparando a farlo.

E' molto faticoso non incoraggiare a questo viaggio, come io cerco sempre di fare", ha raccontato Nze, che una storia simile a quella di Granma l'ha vissuta sulla propria pelle. "Dal '94 non abbiamo notizia di un mio cugino, con cui sono cresciuto: sono sicuro che è finito nel Mediterraneo. La madre lo aspetta ancora". Quello delle migrazioni, ha detto ancora il giovane regista nigeriano, non è un "fenomeno" passeggero, ma è destinato a durare. Ma la cosa importante è sapere, e questo è il messaggio del film, "a cosa si va incontro" quando di parte.

Esattamente lo scopo della campagna Aware Migrants: una campagna "non per dissuadere - ha puntualizzato Giulia Falzoi dell'Oim, che l'ha preseantata insieme al vice prefetto Carmelina Amendola - ma per informare". 

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