Illegal Helpers, teatro dà voce a aiutanti illegali migranti

In scena l'11 settembre a Roma in ambito festival Short Theatre

10 settembre, 15:33

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ROMA - Il teatro per dare voce agli "aiutanti illegali", uomini e donne comuni che attraverso la disobbedienza civile prendono il rischio di agire per aiutare migranti e richiedenti asilo a passare i confini, affrontare i colloqui, trovare riparo. È questo il senso dello spettacolo Illegal Helpers, progetto della regista Paola Rota, l'attrice Simonetta Solder e di Teho Teardo per le musiche, che andrà in scena l'11 settembre alla Pelanda del Mattatoio di Roma, nell'ambito della quindicesima edizione del festival internazionale di creazione contemporanea Short Theatre.
Lo spettacolo nasce da un testo dell'autrice italo-tedesca Maxi Obexer che fa parte di Fabulamundi, un progetto di diffusione della drammaturgia contemporanea europea. "Abbiamo letto questo testo e c'è stato innamoramento immediato. Si chiama Illegal Helpers e dà voce alle testimonianze degli "aiutanti illegali", che sono persone normali: una maestra, uno studente, un giudice, un impiegato, che aiutano i migranti a trovare una sistemazione, mettendo a repentaglio la propria posizione nella società", racconta ad ANSAmed Simonetta Solder, che nello spettacolo interpreta Lucas. "È un giovane, e l'unico personaggio fittizio, che unisce tutti facendo delle domande", con le quali "i racconti dei vari personaggi si intrecciano".
Per scrivere l'opera, l'autrice ha realizzato una serie di interviste e raccolto testimonianze per quattro anni, ai confini tra Italia, Germania, Austria e Svizzera. "E' un teatro documentario, dove ciò che dicono le persone sono cose vere, reali testimonianze", spiega Solder. "Era difficile mettere in scena un testo così e non volevamo che in scena ci fossero solo persone che parlano. Abbiamo scelto quindi di usare un dispositivo, quello della cuffia, per la maggior parte dello spettacolo. Con questo strumento, le voci degli 'illegal helpers' sussurrano le loro storie all'orecchio dello spettatore, per mantenere un certo effetto, anche di anonimato.
Fondamentale poi l'apporto di Teho Teardo, che ha creato una vera e propria drammaturgia musicale che accompagna le voci", spiega l'attrice.
Con Illegal Helpers "parliamo di disobbedienza civile, di coraggio civile. Lo spettacolo vuole dire che il coraggio civile è sempre più necessario, e che bisogna tornare all'umanità, e non vedere le persone come una massa ma come individui che hanno volti, nomi". Come esperienza personale, "è un progetto che mi ha risvegliato, mi ha cambiata", racconta l'attrice. "Maxi Obexer è una donna della montagna, e io mi riconosco nella montagna, sono cresciuta in terra di confine e sono metà italiana e metà austriaca. Molte delle storie raccontate avvengono in un confine,e io ho sentito un richiamo, ho riconosciuto alcuni luoghi, anche se in realtà nel testo non ci sono riferimenti specifici. Mi sono sentita molto coinvolta".
Illegal Helpers "ci pone una grande domanda. Ci chiede di scegliere che persona vogliamo essere. È un testo che parla di loro, gli aiutanti llegali, ma anche di noi, che spesso siamo assuefatti dall'informazione, anestetizzati. Quest'opera ti spinge a chiederti chi sei, e soprattutto chi vuoi essere nella vita come essere umano", sottolinea Solder. In generale, "la cultura e l'arte nelle varie forme è uno strumento necessario per fare arrivare dei messaggi come questo. Attraverso la cultura questo è possibile, raccontare queste vite e quindi spingere alla riflessione, piantare un seme da portare a casa".
L'obiettivo finale di Illegal Helpers "è la speranza: io spero che quello che ha risuonato in noi possa risuonare negli altri e che il cambiamento possa davvero iniziare dal singolo".

(ANSAmed).

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