MedfFilm Festival, da stasera 26esima edizione, tutta online

Si parte con 'A l'abordage' di Brac, 'film racconta l'incontro'

09 novembre, 17:20

Una scena del film 'A l'abordage' di Guillaume Brac Una scena del film 'A l'abordage' di Guillaume Brac

(di Valentina Maresca)

ROMA - Si alza oggi il sipario sulla XXVI edizione del MedFilm Festival, che renderà fruibile la propria ricca programmazione fino al 20 novembre grazie alla piattaforma MYmovies.

La prima serata odierna è all'insegna della commedia francese con 'À l'abordage' di Guillaume Brac, regista già noto alla manifestazione perché vincitore della sua XXIV edizione con 'L'île au trésor'.

"Nel 2018 il genere fu quello del documentario, questa volta invece si tratta di fiction, ma si ripropongono i temi dell'estate, della vacanza, dell'incontro tra persone dalla differente origine sociale e dei sentimenti che ne scaturiscono, dei giovani ritratti per come sono e non per come dovrebbero essere, con i problemi e le sfide che devono affrontare durante la crescita", dice Brac ad ANSAmed. In particolare, la scrittura di quest'ultimo lungometraggio nasce proprio dal confronto con alcuni studenti del Conservatorio nazionale d'arte drammatica di Parigi, rappresentanti di una Francia multietnica diventati anche protagonisti della pellicola.

"Si tratta di ventenni impegnati nella formazione teatrale e alla loro prima esperienza cinematografica. Confrontarmi con loro ha permesso la scrittura di questo film e il fatto che sia approdato anche al 70esimo Festival di Berlino ha reso tutti orgogliosi", aggiunge.

Brac racconta della sua particolare ammirazione per Dino Risi, maturata quando studiava cinema: "Dalla relazione tra le persone in scena e dalle loro emozioni, Risi riesce a far emergere anche temi politici e sociali. I suoi film, incentrati sui rapporti interpersonali, danno anche uno spaccato della realtà in cui i personaggi si muovono".

In qualità di regista dell'incontro, Brac soffre molto la pandemia e il distanziamento fisico che porta: "Vero che c'è la tecnologia a farci comunicare, ma nulla si può sostituire al contatto diretto con gli altri. Nessun dispositivo elettronico sarà mai equivalente a una stretta di mano, al guardarsi negli occhi, a un abbraccio. Sto scrivendo un altro film, ma per le riprese si dovrà aspettare".

Nel frattempo, si possono guardare le opere che ricordano la vita sociale di prima: "Il cinema può aiutare a sopportare questo periodo attraverso le sue storie che trattano la vita in relazione con gli altri, lo stare insieme". Un tema molto caro al MedFilm Festival, sin dalla sua prima edizione.

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