E' boom crociere, ma in sud Med resta rischio terrorismo

Al Seatrade annunciati 50 miliardi di investimenti

17 marzo, 19:52

E' boom delle crociere, ma nel sud del Mediterraneo resta il rischio terrorismo E' boom delle crociere, ma nel sud del Mediterraneo resta il rischio terrorismo

NAPOLI - Il boom mondiale delle crociere continua e globalmente sono in costruzione 74 grandi navi da crociera che saranno varate nei prossimi dieci anni, con investimenti per 50 miliardi di dollari (46,5 miliardi di euro) da parte delle compagnie. Ma c'è ancora la difficile situazione geopolitica mondiale a preoccupare le compagnie e gli operatori del settore. Sono questi i temi emersi dal Seatrade Global di Miami, il più importante evento mondiale dedicato alle crociere, che ha visto in primo piano le destinazioni del Mediterraneo, che si confermano, insieme ai Caraibi, le preferite dai turisti internazionali. "Mai nella storia c'era stato un così massiccio ordine di costruzione di navi da parte dell'industria crocieristica.

Questo è un impegno delle compagnie su investimenti a lungo termine che viene dal brillante futuro che abbiamo davanti", ha sottolineato Pierfrancesco Vago, presidente esecutivo della Msc Crociere in dichiarazioni alla stampa Usa. Il motivo degli investimenti è il mercato in continua crescita: nel 2017, 25.3 milioni di persone faranno una crociera, 800.000 in più rispetto al 2016, come riportato dall'Associazione Internazionale delle Linee Crocieristiche, ma la crescita non si fermerà, visto che le crociere sono una nicchia di mercato che hanno penetrato appieno solo il 4% del mercato dei potenziali turisti mondiali. Sul Mediterraneo continua a pesare l'instabilità di destinazioni che le compagnie crocieristiche hanno abbandonato per il rischio terrorismo e per ora non sapranno se potranno riprendere, come Libia, Egitto, Turchia e Tunisia. "Ogni mattina mi sveglio e non trovo titoli rassicuranti sui giornali", spiega Frank Del Rio, ad della Norwegian. E così al Seatrade è stata fortissima la promozione delle destinazioni mediterranee. In prima fila l'Italia, con i porti di Napoli e Salerno che si sono presentati per la prima volta uniti dopo la riforma delle autorità portuali, e che puntano a recuperare passeggeri dopo il forte calo che sarà registrato in quest'anno. Forti anche gli investimenti del sistema portuale spagnolo che mira a raggiungere 9,5 milioni di crocieristi entro il 2020 e punta su destinazioni classiche come Barcellona e Ibiza, ma anche su nuove mete, come Bilbao e La Coruna. Ma la Spagna è pronta anche a fare rete con altri Paesi, come ha spiegato Raimond Jaume, del porto delle Baleari: "Stiamo lanciando un progetto di alleanza per le crociere con Minorca, la Corsica, la Sardegna, Sicilia e Malta per "costruire insieme un itinerario che sta piacendo molto ai turisti".

Tra i problemi esaminati, dall'altra parte dell'atlantico, c'è il cosiddetto 'Trump Effect' che potrebbe soffocare la crescita in alcune nuove destinazioni, come Cuba, che potrebbe subire restrizioni sui viaggi degli americani. Un effetto che però al momento porta anche benefici, come sottolineato da Del Rio: "La borsa è ai massimi negli Usa - ha spiegato - e ci saranno riforme fiscali e infrastrutturali di cui il settore beneficerà".

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