Bahrain si presenta, costa meno e vale 1,5 trilioni dollari

Investire costa 30% in meno che a Dubai.Digitale e Itc è futuro

13 ottobre, 23:12

(di Cristiana Missori)

ROMA- Servizi finanziari, manifatturiero, logistica, turismo e soprattutto l'Itc. Sono questi i settori su cui puntare in Bahrein. Il piccolo regno, incastrato tra il gigante saudita e il Qatar, si presenta alle aziende italiane con un obiettivo ambizioso: diventare un 'hub' regionale aperto su di un mercato di circa 1,5 trilioni di dollari, dove la manodopera è ben qualificata, l'ambiente per fare business è favorevole, non esiste tassazione sugli utili e la proprietà resta al 100% in mano all'investitore.

Ad illustrare il potenziale del Paese, oggi in un incontro organizzato a Roma da Confindustria Assafrica & Mediterraneo, c'era il ministro dell'Industria, del Commercio e del Turismo, Zayed Bin Rashid Al Zayani, accompagnato da una delegazione di imprenditori. Ieri a Milano hanno partecipato alla prima edizione dell'Italian Arab Business Forum. Con un interscambio pari a 400 milioni di dollari, l'Italia è il primo partner europeo del Regno.

''La visita - ha spiegato il ministro - è un'occasione perfetta per rafforzare la partnership tra i nostri due Paesi e promuovere le molteplici opportunità economiche che il Bahrain può offrire alle imprese italiane, attirando ulteriori investimenti e diversificando le opportunità di occupazione''. Il Regno, come gli altri Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo, fa notare Al Zayani, ha bisogno di aprirsi. ''Esistono ancora ampi margini per accrescere la nostra presenza commerciale e industriale sul mercato del Bahrain'', ha detto dal canto suo il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, ''soprattutto alla luce dell'ambizioso programma di diversificazione economica che il Paese sta avviando verso un modello di sviluppo più sostenibile''. Il governo, ha rimarcato Della Vedova, ''segue con attenzione il programma di investimenti lanciato dalle autorità del Bahrain, che apre opportunità per le imprese italiane in settori strategici come le infrastrutture e i trasporti e ovviamente l'energia''.

Sul tavolo ci sono 32 miliardi di dollari di investimenti per i prossimi 5 anni. ''Quello che vorremmo - sostiene l'amministratore delegato dell'Agenzia governativa per gli investimenti (The Bahrein Economic Development Board), Khalid Al Rumaihi - è che gli investitori italiani considerassero il Bahrain come una opzione, un mercato su cui investire, a soli 30 km dall'Arabia Saudita'' - che presto sarà collegata da un ponte e una rete ferroviaria, secondo un progetto che rientra nel pacchetto di investimenti previsti per il prossimo quinquennio - ''e dove investire costa il 30% in meno che a Dubai''. Quel che ''vorremmo, poi - prosegue - è che l'esperienza delle aziende made in Italy penetrasse nel nostro tessuto imprenditoriale". L'economia del Bahrain, prosegue, ''è ben diversificata (l'80% gira attorno al settore non oil), la popolazione (circa 1,4 milioni di abitanti) è giovane e preparata, e il futuro sembra essere quello del digitale grazie al boom di start up (circa 50 quelle già presenti insieme a diversi atenei) che faranno del Regno un hub''. Per favorire la cooperazione tra imprese italiane e l'Agenzia governativa per gli investimenti è stato siglato un memorandum d'intesa. ''Le prospettive di lavoro congiunto con il Bahrein sono molto più che promettenti'', ha commentato il presidente di Assafrica, Giovanni Ottati. (ANSAmed).

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