Sace, in 2017 export verso zona Mena vale 42 mld, + 1,2%

Rapporto 2018, previsioni positive. Al top Qatar, Marocco e Turchia

13 giugno, 14:39

ROMA - Nel 2017 l'export italiano verso i Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa è stato pari a 42 miliardi di euro nel 2017, in crescita dell'1,2% rispetto all'anno precedente. A dirlo è l'ultimo Rapporto Export ''Keep Calm & Made in Italy'' presentato a Milano da Sace. A mantenere una dinamica positiva lo scorso anno, scrivono gli analisti, è soprattutto l'export verso la Turchia che nel 2017 segna un +5,2% rispetto all'anno precedente, e ciò - si legge nello studio - nonostante l'indebolimento della lira. Le previsioni si confermano in crescita anche nei prossimi anni (+6% nel 2018; +3,9% medio nel triennio successivo), ''grazie all'impulso fiscale dal pacchetto di 34 miliardi di dollari di incentivi su 23 progetti strategici, dai quali si attende un ritorno occupazionale superiore alle 130 mila unità''. Nell'area del Golfo, a far volare le vendite dei prodotti italiani è soprattutto l'isolamento diplomatico del Qatar da parte di alcuni Paesi della regione. Isolamento, spiegano gli studiosi, che ha portato l'emirato a ''rimodellare la propria catena di approvvigionamento, non essendo più possibile scambiare merci con i Paesi boicottanti'' e che ''aumenta le potenzialità dell'export diretto dall'Italia verso Doha, con previsioni di crescita nel medio periodo molto positive (+9,6% nel 2018; +7,6% medio nel triennio 2019-2021)''. Fra le piccole monarchie dell'area, gli Emirati Arabi Uniti si confermano il primo mercato di destinazione nella regione (5,3 miliardi di euro nel 2017), nonostante un leggero calo lo scorso anno. Le esportazioni italiane verso la federazione, si legge nel rapporto, vedranno il segno positivo già quest'anno (previsto +2,7%), con una dinamica in rafforzamento nei prossimi anni (+3,2% in media annua nel periodo 2019-2021) sulla scia della domanda legata alle opere di iniziativa pubblica, come Expo 2020. Una tendenza simile è attesa in Arabia Saudita, rimarca Sace, dove la contrazione del 2017 lascerà spazio alla ripresa sostenuta dai maggiori introiti dal petrolio e dai grandi progetti infrastrutturali legati al programma di diversificazione economica Vision 2030 che porterà a un incremento dell'export italiano del 3,2% nel 2018 e del 3,8% in media annua nel triennio 2019-2021. Spostandosi verso il Nord Africa, lo studio di Sace rileva il risultato positivo dell'export italiano verso la Tunisia, che nel 2017 ha segnato un +9,3%. Nel 2018, le previsioni parlano di un +3,4%, mentre per il periodo 2019-2021 di un +2,8%. Bene anche l'Egitto dove, assorbiti gli effetti della correzione macroeconomica dell'ultimo biennio che hanno comportato nello scorso anno una contrazione dell'export Made in Italy del 5,5%, si assisterà a un nuovo incremento delle esportazioni italiane, trainate dagli investimenti locali e esteri (+4,9% nel 2018; crescita superiore al 4% nel triennio 2019-2021). In Marocco, rimarca il rapporto, si prevede il mantenimento del trend recente (+9,2% nel 2018; +6,8% medio nel periodo 2019-2021). Infine, concludono gli analisti, l'Algeria registrerà un tendenziale rallentamento a causa delle restrizioni all'acquisto di merci dall'estero, attuato attraverso un bando temporaneo all'import di beni non essenziali e l'aumento delle imposte doganali (+2% nel 2018; +2,8% medio nel triennio successivo 2019-2021). 

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