Italia-Slovenia: Ice, giornata su opportunità investimenti

Ferro (Ice), entrambi Paesi attenti a start-up e innovazione

14 febbraio, 17:09

(ANSAmed) - Napoli, 14 feb - Offrire alle imprese, alle banche, alle società di ingegneria e architettura, ai centri di ricerca, alle associazioni di imprese e alle società di consulenza, la possibilità di conoscere e approfondire le opportunità di investimento, di collaborazione industriale e scientifica con la Slovenia. Sono questi gli obiettivi alla base della Country Presentation Slovenia che si svolge oggi all'Agenzia ICE di Roma.

"Dobbiamo incentivare - spiega Carlo Ferro, presidente dell'ICE - una piu' stretta cooperazione tra le nostre imprese, partiamo da un rapporto collaudato perché siamo il secondo partner commerciale per l'export sloveno e il quinto investitore in Slovenia. Con questo Paese l'Italia ha molte affinità, entrambi abbiamo un export solido e una struttura industriale simile attenta a start-up e innovazione". Fra gli altri ai lavori hanno preso parte, oltre a Ferro, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Michele Geraci, il sottosegretario sloveno allo sviluppo economico e tecnologia Ales Cantarutti, il direttore generale dell'ICE, Roberto Luongo.

Nella giornata è stato fatto un quadro generale economico della Slovenia e delle opportunità di investimenti e di collaborazione industriale scientifica e due tavole rotonde. Nel 2017 il PIL della Slovenia ha raggiunto il valore di 43 miliardi di euro (20.815 euro pro capite), con un +4,9% su base annua. L'Economist Intelligence Unit proietta per il 2018 un aumento del 4,5% e per il 2019 del 3,7%. La Slovenia presenta un forte grado di apertura al commercio internazionale - soprattutto verso l'area UE - e una notevole dipendenza dalle importazioni: nel 2017 l'interscambio complessivo ha raggiunto il valore massimo registrato ad oggi, pari a 55,9 miliardi di euro (+13,8% rispetto al 2016). Andamento positivo proseguito anche nei primi 10 mesi del 2018. L'intensa cooperazione economica tra Italia e Slovenia ha portato a un quota dell'interscambio nel 1° semestre 2018 del 37,5% e il valore annuo si è attestato a fine 2017 a 7,6 miliardi di euro, confermando l'Italia come il secondo mercato di sbocco e paese fornitore e attestatosi al quinto come investitore.

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