'Egitto essenziale tappa sulla Via della Seta'

Convegno all'IIC del Cairo, non solo economia ma anche cultura

09 luglio, 15:56

(ANSAmed) - IL CAIRO, 9 LUG - L'essenzialità dell'Egitto quale tappa dell'antica e della nuova "Via della Seta", a livello non solo economico ma anche culturale, è emersa da un convegno internazionale organizzato dall'Istituto italiano di cultura lo scorso fine settimana al Cairo.

Il convegno, svoltosi all'Iic della capitale egiziana, era intitolato "Un itinerario tra Oriente e Occidente: La Via della Seta dal (e verso il) Mediterraneo".

"Il percorso della Via della Seta, fondamentalmente terrestre, si sostanziava anche in rotta marina e aveva nell'Egitto, interfaccia tra il Mediterraneo e l'Oceano indiano, un suo nodo essenziale", hanno sottolineato Alessandro Ricci e Franco Salvatori, geografi che insegnano all'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata".

Un "nodo emarginato assieme all'intero percorso dal nuovo assetto mondiale generato dalle grandi scoperte geografiche del XVI secolo e solo in parte recuperato dal taglio dell'istmo di Suez", hanno aggiunto i due geografi come riportato da una sintesi degli interventi circolata a margine dei lavori. I due studiosi hanno notato che "lo sviluppo impetuoso della Cina" e la sua "proiezione globale", oltre al recente raddoppio parziale del Canale di Suez", prospetta "un'ulteriore gigantesca quantità di investimenti infrastrutturali" per "riconnettere nuovamente quel Paese all'Europa (...) anche attraverso l'Egitto".

A margine dei lavori, l'Ambasciatore d'Italia al Cairo, Giampaolo Cantini, ha commentato che "la Nuova Via della Seta può essere, oltre che una rete di scambi intensificati a livello economico, un ponte tra grandi civiltà millenarie, come è stata in passato".

Dal canto suo Alya Hussein, professore di linguistica italiana all'Università di Minya (Egitto), ha affermato che "gli scambi tra Est ed Ovest lungo la via della Seta hanno influenzato il corso della storia dal punto di vista culturale, religioso, tecnologico e soprattutto commerciale".

Il convegno, sempre come emerge dalla sintesi degli interventi, ha avuto comunque una dimensione soprattutto culturale. Sono stati affrontati fra l'altro temi come le "Città invisibili" di Italo Calvino quale "riscrittura" del "Milione" di Marco Polo, una presunta ispirazione anche "islamica" della Divina Commedia di Dante e l'influenza delle "Mille e una notte" su varie tradizioni letterarie attraverso la via della Seta. Il livello ha sconfinato nell'erudizione nel caso dell'interpretazione delle Novelle del cinquecentista Matteo Bandello come "manifesto del relativismo pre-illuminista" ma ha anche avuto una dimensione quasi contemporanea con l'analisi di tre racconti di viaggio poco noti dello scrittore napoletano Domenico Rea. Fra i temi affrontati anche due testi "meno studiati" di Luigi Malerba e l'Egitto come "origine dello slancio primitivistico" del futurista Filippo Tommaso Marinetti, nato proprio ad Alessandria. (ANSAmed).

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