Appello Ifad, servizi per rimesse siano ritenuti essenziali

'Grave impatto crisi Covid sull'invio di denaro dei migranti'

17 giugno, 18:01

ROMA - I servizi dedicati alle rimesse delle famiglie dei migranti devono essere ritenuti servizi necessari durante i periodi di crisi. L'appello ai governi di tutto il mondo è arrivato dal Fondo per lo Sviluppo Agricolo dell'Onu (Ifad) in occasione della Giornata Internazionale delle Rimesse che si celebra tutti gli anni il 16 giugno. Durante la crisi Covid-19 - si legge in una nota - l'ammontare di denaro che i migranti sono riusciti a mandare a casa è crollato drasticamente rispetto al passato. "Le rimesse sono un'ancora di salvezza per le famiglie povere nei Paesi a basso e medio reddito. I governi dovrebbero adottare misure e fare tutto il possibile per facilitare il flusso di fondi durante crisi come la pandemia di Covid-19 ", ha affermato Gilbert F. Houngbo, presidente dell'Ifad.

I settori economici che impiegano lavoratori migranti, come turismo, ospitalità e agroalimentare, sono stati colpiti più duramente dagli impatti delle restrizioni e molti migranti si sono ritrovati sottoccupati o disoccupati. Di conseguenza, i flussi di rimesse sono al punto più basso della storia recente: nel 2020 sono scesi di ben il 20%. La chiusura dei punti di servizio per l'invio di denaro all'estero durante il lockdown non ha permesso ai migranti di spedire denaro alle loro famiglie. Un sondaggio dell'Ifad dello scorso mese sulla diaspora senegalese in Francia ha rilevato ad esempio che circa il 30% di coloro che hanno interrotto o ridotto l'invio di denaro a casa lo ha fatto perché il suo operatore di trasferimento di denaro era chiuso o le reti informali non erano più operative.

"L'Ifad sta ora monitorando l'impatto del calo delle rimesse sul lato ricevente nei Paesi in via di sviluppo, dove le rimesse tipiche da 200 a 300 dollari al mese rappresentano circa il 60% del reddito familiare", ha affermato Pedro de Vasconcelos, capo del Fondo di finanziamento per le rimesse dell'Ifad. "Anche se la riduzione delle rimesse non sarà uniforme tra Paesi e comunità, è comunque probabile che l'impatto sia sostanziale nelle aree rurali in cui le rimesse contano di più". Centinaia di migliaia di migranti sono tornati a casa nelle loro comunità rurali. Contemporaneamente, il lockdown ha impattato negativamente anche sulle loro famiglie nei Paesi d'origine, le cui attività economiche sono state paralizzate, spesso distruggendo i basilari mezzi di sussistenza. Il lockdown ha così bloccato i due lati del sistema. E l'interruzione di flusso di denaro ha colpito direttamente la vita di un miliardo di persone: da un lato i 200 milioni di migranti che in condizioni di normalità inviano denaro, dall'altro gli 800 milioni di parenti che lo ricevono. Quest'anno, decine di milioni di famiglie che normalmente fanno affidamento sulle rimesse finiranno al di sotto della soglia di povertà, con conseguente maggiore fame e minori spese per l'istruzione e la salute.

"Se mantenere i servizi di rimesse durante il prossimo futuro ridurrà sicuramente un po' l'impatto negativo sui redditi dei migranti, è necessaria e urgente una riforma dell'intero sistema in modo che dopo la fine di questa crisi, i migranti possano spedire a casa i loro soldi più velocemente, in maniera più sicura ed economica", ha detto de Vasconcelos.

Per far fronte alla situazione, l'Ifad avanza le seguenti richieste a governi e soggetti privati: i governi devono sviluppare politiche e contesti normativi più favorevoli che consentano la concorrenza, la regolamentazione e l'innovazione sul mercato delle rimesse e dichiarino essenziali questi servizi; gli enti del settore privato dovrebbero investire nello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative per il trasferimento di rimesse per ridurre i costi, migliorare la velocità, migliorare la sicurezza e aumentare i flussi verso le aree remote con strumenti digitali; è necessario migliorare l'accesso ai servizi di rimessa, soprattutto nelle zone rurali povere. Dovrebbero poi esserci incentivi per sviluppare e utilizzare prodotti digitali che colleghino le rimesse a una gamma completa di servizi finanziari, in modo che i migranti e le loro famiglie possano essere incoraggiati a risparmiare e investire i loro soldi creando maggiori opportunità per se stessi e per le loro comunità.

Dallo scorso marzo l'Ifad guida una task force della comunità delle rimesse composta da 35 organizzazioni internazionali, organismi intergovernativi, gruppi industriali e del settore privato e reti di organizzazioni della diaspora. La task force sta lavorando a una serie di misure concrete per aiutare a mitigare l'impatto della crisi Covid-19 sulla vita di un miliardo di persone direttamente coinvolte nell'invio e nella ricezione di rimesse.

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