Paesi arabi, perdite 1-2 milioni posti lavoro per covid

Pandemia aumenta crisi per giovani, donne e rifugiati

05 febbraio, 13:25

(ANSAmed) - NAPOLI, 05 FEB - La pandemia di covid19 ha reso più forti le difficoltà dei lavoratori indipendenti, dei rifugiati, delle donne e dei giovani che erano già tra i gruppi più vulnerabili nel mondo dell'occupazione nei mercato del lavoro dei Paesi arabi. Lo afferma uno studio della International Labour Organisation riportato dal quotidiano The National.

La crisi sanitaria ha peggiorato le diseguaglianze preesistenti e aggravato la situazione dei gruppi sociali vulnerabili afferma Tariq Haq, specialista delle politiche dell'occupazione all'Ilo. "Quando guardi al mercato del lavoro - ha detto - la regione è molto segmentata, i Paesi in conflitto erano estremamente vulnerabili prima della crisi e la pandemia sta peggiorando le pressioni economiche". L'Ilo afferma che nel 2020 8,8% delle ore complessive di lavoro sono state perse e che il mercato resterà molto lento anche nel 2021. Alla fine di quest'anno la previsione per i Paesi arabi è di un milione di lavoratori full tim in meno, con una riduzione delle ore di lavoro del 2.9%.

Secondo le previsioni più ottimistiche dell'agenzia delle Nazioni Unite, gli stati arabi vedranno un calo medio dell'1,3% delle ore di lavoro nel 2021, ma lo scenario più pessimistico arriva fino a un calo del 3,8%, che significa la perdita di due milioni di posti di lavoro full time. I Paesi con un sistema sociale più stabile e che avranno accesso ai vaccini e alle risorse per gestire l'infezione senza imporre chiusure molto stringenti riusciranno a raggiungere gli scenari più ottimistici, ma quelli coinvolti in conflitti o con sistemi sanitari che non riescano a reggere il ritmo dei contagi dovranno imporre forti lockdown e perdere più posti di lavoro.

"Il Libano - spiega il dirigente dell'agenzia - è un esempio, con la situazione finanziaria in difficoltà e la crisi politica dopo l'esplosione al porto di Beirut e infatti è andato verso chiusure che hanno influito sul mercato del lavoro. La regione dei Paesi arabi è molto eterogenea e le conseguenze saranno diverse".

Tra i gruppo sociali a rischio ci sono i giovani, con un tasso di disoccupazione in salita: "Un tasso che era già - spiega Tariq Haq - tra i più alti del mondo. Ma anche i rifugiati affrontano una potenziale alta proliferazione del virus per la difficoltà nel rispettare le distanze sociali e le altre precauzioni". Per emergere dalla pandemia la classe politica dovrebbe guardare a nuovi modelli in cui la macro-economia, i commerci e gli investimenti portino sviluppo a settori di alta produttività e di alto valore aggiunto: "La Regione prima della pandemia - spiega - aveva una scarsa diversificazione economica: era orientata al consumo e c'era una mancanza di trasformazione strutturale che portava a una bassa domanda di lavoratori. Ora la crisi ha portato oltre la linea di galleggiamenti le strutture economiche esistenti che non sono più sostenibili e un cambiamento sarà inevitabile". (ANSAmed).

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