Pronto piano per unificare rete elettrica del Mediterraneo

Alleanza Med-Tso propone 14 progetti per 16 mld di investimenti

11 aprile, 16:01

BRUXELLES - Quattordici progetti e un investimento globale di 16 miliardi di euro: tanto servira' per connettere nei prossimi anni i Paesi che si affacciano sulle due sponde del Mediterraneo e dare vita a un'unica, grande rete elettrica sostenibile e capace di garantire energia a circa 500 milioni di consumatori. Il piano d'azione e' stato messo a punto da Med-Tso, l'associazione formata da 20 gestori elettrici (tra cui l'italiana Terna) di 18 Paesi Ue ed extra-Ue, tra cui Italia, Francia, Spagna, Egitto e Libia, che al Parlamento Ue ha illustrato i risultati ottenuti dopo 3 anni di lavoro.
"Le interconnessioni transfrontaliere nella regione Euro-Mediterranea sono piu' di un'opzione, sono una reale necessita' per raggiungere gli obiettivi nazionali e regionali dell'agenda politica energetica", ha sottolineato nell'occasione il segretario generale di Med-Tso, Angelo Ferrante.
Al piano d'azione, che prevede anche la realizzazione di 2200 km di nuove linee, hanno lavorato ben 146 esperti, impegnati nella creazione di un database comune delle diverse reti elettriche dei Paesi mediterranei. Con l'ingresso della Croazia, annunciato ieri, i Paesi coinvolti nel progetto salgono a 19.
"Il contributo della Commissione e' stato decisivo, favorendo la partecipazione di alcuni Paesi che avrebbero avuto delle difficolta' e permettendoci di sviluppare un progetto di attività consolidato e coerente", ha proseguito Ferrante.
I lavori potrebbero concretamente essere avviati nel 2030.
L'Italia, grazie alla sua posizione geografica, potrà svolgere un ruolo da protagonista con progetti che riguardano alcuni paesi del Nord Africa. Il progetto Med-Tso e' stato avviato grazie a un finanziamento Ue di oltre tre milioni di euro. La seconda fase del progetto - fino al 2020 - dovrebbe prendere presto il via con la firma di un nuovo accordo tra Med-Tso e Bruxelles e un ulteriore finanziamento. "Il 20-30% degli investimenti" del piano Ue dedicato ai paesi africani e del Mediterraneo "saranno destinati al settore dell'energia", ha detto Michael Koehler, responsabile della Direzione generale per lo sviluppo e la cooperazione della Commissione europea, precisando come gli investimenti debbano essere sostenuti da "regole comuni e interconnessioni".

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