Spagna:Catalogna al voto anticipato con 'sogno' indipendenza

Elezioni il 25 novembre dopo no Madrid su nuovo patto fiscale

26 settembre, 10:57

(di Michele Esposito) (ANSAmed) - ROMA, 25 SET - "E' giunta l'ora di esercitare il nostro diritto all'autodeterminazione". L'idillio con Madrid si era rotto cinque giorni fa, con il 'no' di Mariano Rajoy ad un nuovo patto fiscale. Ieri la Catalogna ha gettato il guanto e, attraverso le solenni parole del suo presidente Artur Mas, ha scelto di giocarsi il suo futuro nelle elezioni anticipate indette per il prossimo 25 novembre. Un voto che "darà voce al popolo della Catalogna" riaprendo la strada al mai sopito sogno indipendentista, improvvisamente rinvigoritosi in tempi di crisi. E che, con buone probabilità, potrebbe portare lo stesso Mas a guidare un Parlamento più compatto e più favorevole a un cruciale referendum sull'autonomia della regione. "In momenti eccezionali, occorre prendere decisioni eccezionali", ha spiegato Mas, leader del partito liberale 'Convergenzia y Unio' (che non figura tra quelli più indipendentisti), annunciando quel voto anticipato che era nell'aria sin dallo scorso 20 settembre quando il premier Rajoy aveva detto 'no' a un nuovo patto fiscale con la Catalogna vessata dalla crisi economica e, soprattutto, alla richiesta di una gestione esclusiva del fisco.

Una decisione che ha portato il presidente della Generalitat a mostrare i muscoli e a "dare voce alle urne". Perché questi, ha tuonato, "non sono tempi di comodità istituzionali, bisogna giocarsela". E, stando a quanto assicurato dallo stesso Mas, la Catalogna ha tutte le carte per farlo: dal 2011 la regione esporta più al resto del mondo che al resto della Spagna mentre il 25% dei turisti che si recano nel Paese iberico fanno in realtà tappa a Barcellona e dintorni. E, in caso di indipendenza, figurerebbe tra i primi 50 Paesi esportatori del mondo, ha aggiunto il presidente evocando le manifestazioni dello scorso 11 settembre, quando nel giorno della Diada (la festa nazionale catalana) in due milioni sono scesi in piazza al grido "Catalunya, Nou Estat d'Europa". Il sogno indipendentista non debella tuttavia lo spettro di una crisi che attanaglia ormai da mesi tutte le regioni spagnole e che ieri ha portato l'Andalusia a valutare la possibilità di chiedere aiuti per 5 miliardi di euro a Madrid, che nei prossimi giorni attiverà un fondo da 18 miliardi per soccorrere le regioni iberiche. Mentre in Catalogna, a dispetto del voto, occorreranno ulteriori tagli, ha ammesso Mas. Ma dal prossimo 25 novembre, la Catalogna potrebbe presentarsi al tavolo della Moncloa con un asso nella manica in più: quello di un'indipendenza che da oggi, seppur ancora lontana, comincia a delinearsi all'orizzonte.(ANSAmed).

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