"L'Europa torni a decidere per contare"

Politica estera e solidarietà, da Firenze le nuove frontiere Ue

07 maggio, 09:27

Un momento del convegno 'The state of Union' a Firenze Un momento del convegno 'The state of Union' a Firenze

(di Eloisa Gallinaro e Domenico Mugnaini)

FIRENZE - Un'Europa che manca di solidarietà, di una vera politica comune sul fronte interno e ancor più di una politica estera e di difesa comune, ma che deve tornare a contare recuperando la capacità di decidere. Un' Unione che farebbe esclamare ad Alcide De Gasperi: "Mamma mia!...". Nella prima delle giornate che fino al 9 maggio faranno il punto su "The State of the Union" - la Conferenza internazionale organizzata dall'Istituto Universitario Europeo - Romano Prodi sintetizza così quello che potrebbe essere oggi il pensiero di uno del padri fondatori dell'Europa. L'ex premier, nel corso di un confronto con Giorgio Napolitano, parla della mancanza "di un'idea forte della solidarietà, del nuovo, dell'essere insieme, dell'avere una missione nel mondo". E De Gasperi che, secondo l'ex capo dello Stato aveva "una visione talmente lungimirante" dell'Europa "che vale per l'oggi come valeva 50 anni fa", per Prodi ora "non sarebbe certo contento". Un'occasione, quella di oggi nella quale è stato varato ufficialmente il Research Centre Alcide De Gasperi, che Napolitano ha colto per lanciare un monito alla politica italiana. "La democrazia significa il dovere della maggioranza di decidere", sottolinea l'ex presidente che, subito dopo, commenta anche l'approvazione dell'Italicum, "era indispensabile", un "raggiungimento importante". Il deficit decisionale e politico dell'Europa è addirittura macroscopico in politica estera dove "gli strumenti ci sono, quello che manca è la volontà politica", sostiene Napolitano rispondendo a una domanda del vicedirettore dell'ANSA Stefano Polli che modera il dibattito. Per non parlare del doloroso capitolo migranti. Napolitano definisce "irrisoria" la concertazione europea e bolla l''ultimo vertice dell'Unione, nel quale si sono indicati "strumenti molto vaghi". Anche Prodi, che vede un'Europa bloccata, non risparmia critiche a Bruxelles e rileva che "quando la leadership europea diventa barometrica" e "insegue l'andamento delle opinioni pubbliche" il Vecchio Continente diventa "l'Europa della paura". Prodi non risparmia frecciate neppure alla Grecia che "ha imbrogliato i conti perché Germania, Francia e Italia glielo hanno lasciato fare".

Sul dramma dell'immigrazione il sottosegretario agli Esteri Sandro Gozi denuncia il "costo della non Europa", ma difende il risultati del Vertice straordinario voluto da Matteo Renzi e ricorda a tutti che "l'Italia finalmente ha " vinto la sua battaglia, almeno la prima. Il Mediterraneo non è una frontiera italiana ma una frontiera europea". Ma anche Gozi rileva che in Europa "la solidarietà non c'è più" ed è questa invece "la parola chiave della dichiarazione Schuman" che esattamente 65 anni fa disegnò un'idea rivoluzionaria di quella che sarebbe diventata l'Unione europea. E oggi, alla luce della crisi economica e delle nuove paure che allontanano la gente dalle istituzioni comunitarie, a Firenze ha visto la luce una nuova "narrativa" per un futuro "migliore e più sicuro". E' la Nuova Dichiarazione Schuman, scritta da Giuliano Amato insieme all'ex ministro francese degli Affari Europei Elisabeth Guigou e a Vaira-Vike Freiberga, già presidente della Lituania. L'Ue, si afferma nella Dichiarazione, "deve dimostrare in maniera convincente che l'Europa unita nella solidarietà offre la risposta migliore e in alcuni casi la sola efficace". (ANSAmed).

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