Libia: Sarraj presenta road map anticrisi, voto nel 2018

Nove punti per ridare stabilità. Primi progetti anti trafficanti

17 luglio, 12:16

Il premier libico Sarraj in un recente incontro a Bruxelles con l'alta rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini Il premier libico Sarraj in un recente incontro a Bruxelles con l'alta rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini

(di Remigio Benni)

IL CAIRO - Elezioni del capo dello stato e del parlamento nel marzo 2018, basate sui principi del diritto di cittadinanza e dell'uguaglianza di tutti i cittadini libici, indipendentemente dalle loro appartenenze politiche o dai loro orientamenti ideologici. E' il punto centrale della tabella di marcia che il presidente del consiglio presidenziale libico e capo del governo d'intesa nazionale (Gna) appoggiato dall'Onu, Fayez al Sarraj, ha annunciato sulla pagina Facebook del suo ufficio stampa.

Il capo dello stato sarà eletto direttamente dal popolo ed avrà, come il parlamento, una durata in carica di massimo tre anni, o fino alla fine della preparazione della Costituzione e del referendum conseguente.

La 'road map' presentata da Sarraj per il futuro della Libia è indicata in nove punti nei quali si affida all' ''alta commissione elettorale'' il compito di preparare le elezioni d'intesa con l'Onu e con l'aiuto di Lega Araba, Unione Africana e la Ue. L'accordo politico e il governo d'intesa nazionale al quale Sarraj ha dato vita rimarranno in vigore fino alla nomina del capo del nuovo governo da parte del presidente eletto, e all'approvazione del suo governo da parte del Parlamento.

Tra i principi ispiratori vengono indicati la separazione dei poteri ed il trasferimento pacifico di quei poteri, con un riferimento specifico al dato che l'istituzione militare "lavora sotto la supervisione del potere esecutivo civile".

L'annuncio arriva a tre giorni da un incontro del capo del Gna con il ministro dell'interno, Marco Minniti, che ha proposto a tredici sindaci libici aiuti per lo sviluppo dei loro comuni in cambio del loro impegno ad una lotta più efficace contro il traffico di migranti. E proprio ieri una delle municipalità più esposte in quel traffico, quella di Zouara, sulla costa libica, a ovest di Tripoli, ha fatto sapere di aver già preparato progetti contro la migrazione clandestina che lunedì presenterà a Sarraj perché li consegni al governo italiano.

Nei nove punti appare anche un'eco dello spirito di Nelson Mandela, con la creazione di un ''alto consiglio di riconciliazione nazionale'', composto da 100 membri, a testimonianza di un proposito sottolineato più volte dal capo del Gna: ''abbiamo detto a tutti, a più riprese - scrive Sarraj nella premessa della tabella di marcia - che non siamo una parte che partecipa al conflitto, ma vogliamo contribuire alla sua soluzione''. Principio riaffermato anche nel punto in cui si prevede l'annuncio di un 'cessate il fuoco', la fine dei combattimenti in tutto il paese, ''salvo per quel che riguarda la lotta contro il terrorismo''.

Nel documento non manca un accenno all'economia: il presidente del consiglio presidenziale ricorda che dall'inizio del suo lavoro a Tripoli la produzione nazionale di petrolio è salita da 150mila barili al giorno ad un milione di barili attuali. 

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