Libia: Consiglio d'Europa a Italia, stop a collaborazione

Roma replica, 'i morti sono meno, non possiamo disimpegnarci'

21 febbraio, 13:58

La commissaria Dunja Mijatovic durante una visita al campo profughi di Vucjak in Bosnia Erzegovina La commissaria Dunja Mijatovic durante una visita al campo profughi di Vucjak in Bosnia Erzegovina

STRASBURGO - "Sospendere le attività di collaborazione con la guardia costiera libica": è quanto ha chiesto all'Italia la commissaria dei diritti umani del Consiglio d'Europa, Dunja Mijatovic, in una lettera inviata nei giorni scorsi al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e resa nota oggi. La risposta di Roma non si è fatta attendere. L'Italia è "pienamente consapevole che l'accordo del 2017 con la Libia può essere migliorato", è stata la replica recapitata attraverso la rappresentanza permanente a Strasburgo. Ma la diminuzione delle morti nel Mediterraneo, passate da 2.853 nel 2017 a 743 nel 2019, "dicono che dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione piuttosto che disimpegnarci da questo Paese".

A spingere la commissaria a scrivere a Di Maio è stato l'annuncio di una rinegoziazione dell'accordo sottoscritto nel 2017 tra l'Italia e la Libia. Nella lettera, inviata il 13 febbraio, Mijatovic chiede innanzi tutto all'Italia di "riconoscere fino in fondo l'attuale situazione in Libia e il tempo che necessariamente occorrerà affinché eventuali cambiamenti, proposti con il nuovo accordo, abbiano un impatto".

Nel frattempo, secondo la commissaria, andrebbero sospese tutte le attività di collaborazione con la guardia costiera libica che implichino il ritorno nel Paese nordafricano delle persone intercettate in mare. Questo anche alla luce della "moltitudine di prove delle gravi violazioni che subiscono lì". Mijatovic sottolinea poi la necessità, nell'ambito della procedura di rinnovo dell'accordo, di "condurre un'approfondita analisi" sui rischi di violazione dei diritti umani di migranti e richiedenti asilo che potrebbero derivare dalla collaborazione con le autorità libiche. In ogni caso, la commissaria "assicura che continuerà a domandare agli altri Stati membri del Consiglio d'Europa maggiore solidarietà nei confronti dei Paesi che, come l'Italia, si trovano in prima linea sul fronte delle migrazioni".

L'Italia è "pienamente consapevole che l'accordo del 2017 con la Libia può essere migliorato", è stata la replica recapitata attraverso la rappresentanza permanente a Strasburgo. Ma la diminuzione delle morti nel Mediterraneo, passate da 2.853 nel 2017 a 743 nel 2019, indica che "dobbiamo continuare a lavorare in questa direzione, piuttosto che disimpegnarci da questo Paese". "L'Italia - si legge ancora nella risposta di Roma alla commissaria - confida che un accordo emendato con migliori termini di cooperazione possa essere raggiunto tempestivamente" con l'obiettivo "di garantire una migliore protezione dei migranti e richiedenti asilo in Libia e di rimpiazzare progressivamente l'attuale sistema di centri di detenzione con nuove formule che aderiscano ai principi dello stato di diritto" nel quadro del rispetto dei diritti umani. "Oggi l'Italia - si sottolinea nella replica - è l'unico Paese europeo che effettua in Libia l'evacuazione umanitaria di centinaia di rifugiati per assicurargli integrazione e benessere nella società italiana".

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