Startup tunisina stampa mano bionica in 3D

A energia solare, a basso costo ed adattabile

09 novembre, 17:09

TUNISI - Una startup tunisina sta sviluppando una mano bionica stampata in 3D per creare protesi più economiche e alimentate a energia solare, nella speranza di poter aiutare i disabili in tutta l'Africa. A differenza dei dispositivi realizzati finora, l'arto artificiale prodotto con questa tecnica ha il vantaggio di poter essere modificato e adattato man mano che i bambini crescono. La società Cure Bionics ha anche in programma di sviluppare un sistema di realtà virtuale simile a un videogioco per aiutare i giovani a imparare come usare la mano artificiale attraverso la terapia fisica.

Mohamed Dhaouafi, il 28enne fondatore e amministratore di Cure Bionics, ha progettato il suo primo prototipo mentre era ancora uno studente di ingegneria nella sua città natale, Sousse. "Un membro del nostro team aveva una cugina che era nata senza una mano e i cui genitori non potevano permettersi una protesi, soprattutto perché stava ancora crescendo", ha spiegato Dhaouafi, "così abbiamo deciso di disegnare una mano".

Dhaouafi ha lanciato la sua start-up nel 2017 dalla casa dei suoi genitori, in un momento in cui molti dei suoi compagni di classe avevano scelto di trasferirsi all'estero alla ricerca di stipendi più alti ed esperienza internazionale. "È stata una rivincita positiva", ha detto il giovane ingegnere. "Volevo dimostrare di poterlo fare. Voglio anche lasciare un'eredità, per cambiare la vita delle persone". Dhaouafi ha indicato gli ostacoli in Tunisia, dove può essere difficile o impossibile ordinare parti tramite grandi siti di vendita online. Mancano i fondi e, ha detto, "manca una visione all'interno dell'apparato statale". Ma mettendo insieme i soldi raccolti attraverso concorsi sponsorizzati e investimenti iniziali da un'azienda statunitense, è stato in grado di reclutare quattro giovani ingegneri. Ora stanno perfezionando i progetti, scrivendo i codici e testando la mano artificiale. Il dispositivo funziona con sensori collegati al braccio che rilevano il movimento muscolare e un software assistito da intelligenza artificiale che li interpreta per trasmettere istruzioni alle cifre. La mano stessa ha un polso che può ruotare lateralmente, un pollice meccanico e dita che si piegano alle articolazioni in risposta agli impulsi elettronici. Per insegnare ai giovani come usarli, Cure ha lavorato su una cuffia per la realtà virtuale che "fa diventare gioco" il processo di terapia fisica.

"Attualmente, per la riabilitazione, ai bambini viene chiesto di fingere di aprire un barattolo, ad esempio, con la mano che non hanno più", ha detto Dhaouafi. Ci vuole tempo per riuscire ad attivare i muscoli in questo modo. Non è intuitivo, ed è molto noioso, ma noi li facciamo salire su edifici come l'Uomo Ragno con un punteggio di gioco per motivarli e così invece si divertono", ha spiegato Dhaouafi aggiungendo che la stampa 3D, nel frattempo, consente di personalizzare la protesi come un accessorio di moda o "l'abito di un supereroe".

Cure Bionics spera di commercializzare le sue prime mani bioniche entro pochi mesi, prima in Tunisia e poi altrove in Africa, dove più di tre quarti delle persone bisognose non hanno accesso ad esse, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità.

"L'obiettivo è essere accessibile finanziariamente ma anche geograficamente", ha detto Dhaouafi. Il prezzo previsto di circa 2.000-3.000 dollari, è notevole, ma comunque inferiore al costo delle protesi bioniche attualmente importate dall'Europa. Cure Bionics mira anche a produrre il più vicino possibile agli utenti finali, con tecnici locali che misurano i pazienti e quindi stampano dispositivi adattati individualmente.

La mano bionica è composta da parti simili a Lego che possono essere sostituite se danneggiate o per adattarsi alla crescita fisica di un bambino. Può anche essere alimentata a energia solare tramite un caricatore fotovoltaico per l'uso in regioni senza una fornitura di elettricità affidabile. La stampa 3D di protesi rudimentali è iniziata circa un decennio fa e sta diventando uno standard. Non è una soluzione magica perché il know-how medico specializzato è ancora cruciale, ha affermato Jerry Evans, a capo di Nia Technologies, un'organizzazione non commerciale canadese che aiuta gli ospedali africani a produrre arti inferiori stampati in 3D. "La stampa 3D è ancora nelle sue fasi iniziali", ha detto, "ma è un importante punto di svolta nel campo delle protesi e dei plantari". "I paesi in via di sviluppo probabilmente passeranno a queste tecnologie perché il loro costo è molto più basso".

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