Da Ue 655 milioni alla ricerca di frontiera, 17 progetti italiani

Avanzano donne con 37% progetti. Anche studi su vaccini

09 dicembre, 17:02

Giorgio Metta, direttore scientifico dell'Iit Giorgio Metta, direttore scientifico dell'Iit

ROMA - Dalla biologia sintetica per i tumori alla stampa in 4D di tessuti cardiaci e l'uso dei vaccini on-demand contro le pandemie: sono alcuni dei 327 ricercatori europei selezionati dal Consiglio europeo delle ricerche (Erc) per il finanziamento da 655 milioni di euro dei 'Consolidator Grant', assegnati alle ricerche di frontiera. Le donne guadagnano terreno aggiudicandosi il 37% dei progetti. Fra i Paesi destinatari, la Germania fa la parte del leone con 50 progetti finanziati, mentre l'Italia è al 9/o posto con 17 ricercatori premiati, che svolgeranno i loro studi in Italia in 14 istituti, tra cui l'Iit (Istituto italiano di tecnologia) e l'Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare).

L'Italia è invece prima se si considera la nazionalità dei ricercatori premiati (47), davanti a Germania (45), Francia (27) e Regno Unito (24), che sono invece ai primi tre posti per progetti ospitati al loro interno (50 in Germania e 50 nel Regno Unito, 34 in Francia). Tra i 17 italiani premiati dall'Erc che svolgeranno i loro studi in Italia, ci sono Barbara Mazzolai e Andrea Toma dell'Iit, che dovranno realizzare un nuovo modello di robot pianta munito di intelligenza artificiale in grado di avere un comportamento collettivo per monitorare la salute del sottosuolo, e una nuova generazione di dispositivi nanotecnologici per l'immagazzinamento dell'energia solare in idrogeno. E poi Lorenzo Bianchini dell'Infn, che con l'esperimento ASYMOW dovrà lavorare allo sviluppo di una nuova metodologia di analisi dati e tecniche di calibrazione del rivelatore CMS, uno dei quattro grandi esperimenti dell'LHC del Cern di Ginevra, che assieme ad ATLAS ha permesso la scoperta del bosone di Higgs.

Per quanto riguarda le ricercatrici che hanno ricevuto i Consolidator Grant, anche se meno rispetto agli uomini, hanno riportato un tasso di successo nelle domande presentate superiore a quello maschile (14,5% contro il 12,6%), superandoli nei settori delle scienze fisiche e ingegneria e confermandosi al comando nelle scienze della vita.

"Questi finanziamenti non solo rafforzano le menti brillanti di tutta Europa a seguire le loro idee più ambiziose ad un punto fondamentale delle loro carriere - commenta Jean-Pierre Bourguignon, presidente dell'Erc - ma aiutano a formare le generazioni più giovani di ricercatori come membri dei loro gruppi di lavoro". Con questi finanziamenti si creeranno oltre 2000 posizioni per postdoc, dottorati e altri membri dello staff.

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