Marocco: Tav sì o no? Paese su interroga su Alta velocità

Cresce opposizione: progetto troppo costoso, rinunciamoci

16 gennaio, 13:48

TGV a Parigi TGV a Parigi

(di Diego Minuti) (ANSAmed) - ROMA, 16 GEN - Il Marocco, che certo non è fuori dalla crisi economica, può sopportare il peso finanziario del progetto per dotarsi di una linea ferroviaria ad alta velocità? Se lo stanno chiedendo in molti e questo dibattito sta ingrossando le fila di chi sostiene che il progetto è troppo costoso per le casse di un Paese che dovrebbe invece avere altre priorità che non quella di accorciare i tempi per collegare, su rotaia, Casablanca a Tangeri. La costruzione della linea è già stata avviata, ma i suoi costi hanno scatenato parecchie critiche da parte di coloro che, ad esempio, guardano a quanto si andrà a spendere per l'Alta velocità rispetto alle urgenti esigenze del comparto sanitario che necessita di consistenti travasi di denaro. L'obiettivo dell'opera è quello di accorciare sensibilmente gli attuali tempi di percorrenza, grazie ad un balzo nella media della velocità che sarà di 320 km all'ora, rispetto ai duecento di oggi. Quindi, spiega il sito economico Maghreb Emergent, il tempo che occorre per unire Tangeri e Kenitra passerà dalle quattro ore e 45 minuti di oggi a due ore e 10 minuti. Quello tra Tangeri e Rabat, oggi di tre ore e 45 minuti, sarà di un'ora e 20 minuti.

Un enorme passo in avanti per i trasporti del Regno, ma con costi non esattamente condivisi dal crecente fronte degli oppositori, che già avevano mostrato il loro dissenso quando, nel 2011, a dare il via alla fase pratica della realizzazione era stato lo stesso presidente francese Nicolas Sarkozy, per celebrare l'alleanza tra le ferrovie marocchine, l'Oncf, e quelle pubbliche francesi, l'Snfc. Alleanza ora sancita ulteriormente dal varo di una società mista (60 per cento ai marocchini, il resto ai francesi) che ha come oggetto la manutenzione della linea ad alta velocità. Il tutto per un costo complessivo di 175 milioni di euro (pari a un miliardo e 900 milioni di dirham) spalmati su un arco di quindici anni.

Pur se in qualche modo si riconosce l'utilità dell'opera, se ne sottolinea anche, da parte di alcune associazioni non necessariamente ambientaliste, la non indispensabilità. Non è comunque questione di pura semantica, ma di sostanza. Omar Balafrej, componente di una delle associazioni che avversano l'alta velocità, in una intervista a Le Monde, ha parlato di un progetto ''non prioritario per il Marocco'', portando a sostegno della sua posizione alcuni numeri. 25 miliardi di dirham - questo costo a regime previsto dell'opera - sono equivalenti alla costruzione di 25.000 scuole rurali; di 16.000 biblioteche; di 10.000 mediateche; di 25 policlinici, citando, per quest'ultimo caso, la grande città di Agadir che non ha un centro universitario ospedaliero.

(ANSAmed).

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