Algeria: diverse testate online denunciano blocchi

Stretta delle autorità su media indipendenti

03 dicembre, 14:44

(ANSAmed) - ALGERI, 3 DIC - Diverse testate giornalistiche algerine hanno annunciato il blocco dei loro siti web da parte delle autorità, confermando le limitazioni al panorama mediatico indipendente, soprattutto online, e l'offensiva contro la libertà di stampa e di espressione nel Paese nordafricano.

"Denunciamo con forza questa misura arbitraria, di cui ignoriamo le ragioni e del quale non siamo stati informati", ha detto in una nota la redazione di Twala, recentemente comparso sulla scena dei media algerini, uno dei siti informativi interessati dalla decisione. "È un attacco alla libertà di stampa e alla libertà di informazione", ha lamentato il team di Twala che ha informato che comunque "Twala.info rimane accessibile grazie alla tecnologia Vpn e che continuerà il suo lavoro". Anche il Casbah Tribune, media conosciuto, ha affermato che il suo sito è stato bloccato, aggiungendo in una dichiarazione sulla sua pagina Facebook che il blocco può essere aggirato utilizzando una Vpn.

I due siti, che producono entrambi notizie in francese e in arabo, non sono i primi a incontrare quest'anno difficoltà in Algeria. Radio M, Maghreb Emergent, Interlignes, L'Avant-Garde e Tsa si sono tutti lamentati del fatto che le autorità abbiano censurato le loro pubblicazioni. Anche Maghreb Emergent e Radio M hanno dichiarato di essere nuovamente inaccessibili, dopo essere stati parzialmente sbloccati in ottobre. Altri media sono stati soggetti alla stessa censura, come i siti in lingua araba Tariq News e Ultra Sawt, ha affermato Saïd Salhi, vicepresidente della Lega algerina per la difesa dei diritti umani. Reporter senza frontiere (Rsf), che denuncia regolarmente minacce alla libertà di stampa in Algeria, "ha condannato con forza la censura dei media liberi e indipendenti".

Il Ministero delle comunicazioni non ha fornito alcuna spiegazione al riguardo.

Casbah Tribune è stato fondato nel 2017 da Khaled Drareni, che è anche corrispondente per TV5 Monde in lingua francese e Rsf e attualmente si trova in carcere per via di una condanna a due anni di prigione per la sua copertura del movimento di protesta dell'Hirak che ha rovesciato lo scorso anno il presidente di lunga data Abdelaziz Bouteflika. Drareni è stato giudicato colpevole a settembre di "incitamento a un raduno disarmato" e di "pericolo per l'unità nazionale", una sentenza che ha suscitato una condanna diffusa in patria e all'estero.

All'inizio dell'ottobre scorso, il governo algerino ha adottato un disegno di legge volto a regolamentare l'attività dei media online. In particolare, prevede che tutti i siti elettronici incentrati sulle notizie algerine debbano avere sede nel Paese, comprese le loro risorse logistiche, umane e materiali.

Secondo il Comitato nazionale per la liberazione dei detenuti (Cnld), sono circa 90 gli attivisti, utenti dei social media e giornalisti attualmente detenuti in Algeria. Il Paese nordafricano si colloca al 146mo posto su 180 paesi nell'indice della libertà di stampa mondiale di Rsf, in calo di cinque posizioni rispetto a un anno fa e di 27 posizioni rispetto a cinque anni fa.(ANSAmed). (ANSA).

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