Regeni denunciato da capo ambulanti. Gentiloni, Roma sapeva

Premier, collaborazione tra procure Roma e Cairo dà risultati

29 dicembre, 14:59

(ANSAmed) - ROMA, 28 DIC - "Ciò che è emerso" in queste ore "era stato anticipato dal procuratore generale del Cairo nei suoi precedenti incontri con la procura di Roma, ovvero, la possibile responsabilità del capo del sindacato degli ambulanti egiziani". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni in merito alle ultime rivelazioni sul caso di Giulio Regeni, il giovane ricercatore morto dopo essere stato torturato al Cairo, e che il capo del sindacato degli ambulanti ha ammesso ieri in un'intervista di aver denunciato lui al ministero degli Interni.

Il capo del sindacato degli ambulanti, Mohamed Abdallah, ha infatti dichiarato all'Huffington Post in arabo, ripreso ieri dall'Espresso online di aver denunciato e consegnato lui, al ministero degli Interni, il ragazzo che si occupava per i suoi studi proprio di quel sindacato. "Ogni buon egiziano, al mio posto, avrebbe fatto lo stesso", ha detto ancora Abdallah.

"Siamo noi che collaboriamo con il ministero degli Interni.

Solo loro che si occupano di noi ed è automatica la nostra appartenenza a loro. Quando viene un poliziotto a festeggiare con noi a un nostro matrimonio, mi dà più prestigio nella mia zona", ha affermato ancora il sindacalista, raccontando: "Io e Giulio ci siamo incontrati in tutto sei volte. Era un ragazzo straniero che faceva domande strane e stava con gli ambulanti per le strade, interrogandoli su questioni che riguardano la sicurezza nazionale. L'ultima volta che l'ho sentito al telefono è stato il 22 gennaio, ho registrato la chiamata e l'ho spedita agli Interni".

Sempre secondo Gentiloni, sul caso Regeni "c'è una strada che il governo ha cercato di seguire, quella della fermezza e della richiesta di cooperazione. Ultimamente ho visto segnali di cooperazione molto utili dall'Egitto, spero si sviluppino e il governo lavorerà in questo senso". "La collaborazione tra la procura di Roma e la procura generale del Cairo ha prodotto dei risultati", spiega ancora.

Il nome di Abdallah come uomo vicino ai servizi era emerso il 4 agosto scorso grazie a fonti della sicurezza interna egiziana in contatto con l'agenzia Reuters, e per le quali il capo del sindacato aveva "visitato di frequente uno dei quartier generali" della sicurezza interna. Dubbi e sospetti sul ruolo di Abdallah erano emersi già a marzo, quando un'amica del ricercatore Hoda Kamel, dell'Egyptian Center for Economic and social rights, in una intervista a Repubblica aveva parlato di una "vendetta" dell'uomo nei confronti di Regeni e affermato che il sindacato e' "infiltrato dai servizi". I tabulati di Abdallah sono stati richiesti e consegnati lo scorso maggio alla magistratura italiana che indaga sull'omicidio.

Nell'articolo dell'Espresso, Abdallah spiega: "E' illogico che un ricercatore straniero si occupi dei problemi degli ambulanti se non lo fa il ministero degli Interni. Quando l'ho segnalato ai servizi di sicurezza, facendo saltare la sua copertura, lo avranno ucciso le persone che lo hanno mandato qua". (ANSAmed).

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