Ramy, onorificenza Ambasciata Egitto a 'eroe del bus'

Ambasciatore Badr, 'simbolo fratellanza Italia-Egitto'

26 marzo, 12:32

(ANSAmed) - ROMA, 26 MAR - Ramy Shehata, il tredicenne egiziano tra i giovani eroi dell'autobus sequestrato a San Donato Milanese, rappresenta "il vero dialogo tra le nazioni e il meglio delle culture" dell'Italia e dell'Egitto, "un egiziano in Italia simbolo della nostra fraternità". Con queste parole l'ambasciatore d'Egitto in Italia, Hisham Badr, ha conferito un riconoscimento d'onore all'adolescente eroe del bus sequestrato il 20 marzo scorso, in una cerimonia tenutasi all'ambasciata egiziana a Roma che ha visto la presenza, tra gli ospiti, di rappresentanti della Moschea di Roma, della Chiesa ortodossa e di un funzionario del ministero degli Esteri Italiano.

"Volevo ringraziare Ramy, un eroe che ha fatto un atto non da tredicenne, ma da uomo grande che rappresenta i valori egiziani", ha sottolineato l'ambasciatore Badr nel suo intervento. "Oggi siamo insieme, non voglio pensare cosa sarebbe potuto accadere senza suo intervento". L'Egitto è "l'ultima linea contro il terrorismo" e anche Ramy sventando l'attacco "è stato l'ultima linea contro terrorismo", ha sottolineato Badr.

"Volevo ringraziarlo come un eroe che entra nella storia, lo ringrazio a nome del governo egiziano, e ringrazio i genitori e anche il governo italiano", in particolare "i ministri Salvini e Di Maio per le loro parole".

Nel testo del certificato d'onore, si legge che Ramy è considerato un "coraggioso eroe egiziano" ed è "motivo di orgoglio per l'Egitto e il suo popolo. Il suo atto eroico del 20 marzo 2019 per salvare la vita di 51 cittadini italiani é motivo di apprezzamento e rispetto da parte di tutti, un modello di nobili valori egiziani, e ha un grande impatto sul rafforzamento dell'amicizia tra ltalia ed Egitto".

Durante la cerimonia, Ramy ha ripercorso i terribili momenti vissuti nel sequestro del bus. "Il momento più bello è stato quando siamo usciti tutti in salvo, mentre quello più brutto è quando (l'attentatore) mi è passato vicino con il coltello e mi ha guardato male", ha raccontato il tredicenne a margine della cerimonia. In quegli attimi tragici "non ho avuto paura, perché pensavo di essere già morto".

Ramy ha ribadito ancora che l'autista del bus ha compiuto il gesto di follia giustificandolo con le morti nel Mediterraneo.

"Mi è anche dispiaciuto per lui, perché alla fine l'ha fatto per vendicarsi, ma non ci ha guadagnato niente", ha sottolineato Ramy, che ha confermato che da grande vuole fare il carabiniere.

"Volevo farlo già da prima, ma dopo quello che è successo la passione è aumentata".(ANSAmed).

YXB-TAG 25-MAR-19 19:58 NNNN
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