Sotto il canale di Suez, record e tecnologia italiani

La talpa veloce e le camere iperbariche della Cmc di Ravenna

29 marzo, 10:00

(di Rodolfo Calò) (ANSAmed) - IL CAIRO, 29 MAR - Un peculiare "record del mondo" di velocità di escavazione e soluzioni tecniche quasi spaziali sono i vanti di una società italiana, la Cmc di Ravenna, che sta contribuendo a un'ambiziosa e difficilissima opera pubblica egiziana: i due tunnel che sotto-attraversano il canale di Suez e il suo nuovo parziale raddoppio.

Un consorzio costituito da due imprese egiziane, Petrojet e Concord, è stato selezionato dall'Autorità di Ingegneria delle Forze Armate dell'Egitto per realizzare i due tunnel di 4.840 metri di lunghezza ciascuno e 11,4 metri di diametro interno, ha ricordato ad ANSA Med & Gulf il Project Manager e rappresentante Cmc in Egitto, Mario Liti.

Le società egiziane hanno poi scelto come "partner tecnici", due imprese europee specialiste a livello mondiale per la realizzazione di gallerie: la francese Razel-Bec e, appunto, la Cooperativa Muratori e Cementisti (C.M.C.) di Ravenna.

La metodologia scelta per il lavoro è quella con scavo meccanizzato tramite TBM (Tunnel Boring Machine), ha precisato Liti sottolineando che si sta operando in terreni prevalentemente sabbiosi anche a ben 67 metri sotto il livello del suolo.

Lo scavo del primo tunnel, gestito direttamente da Petrojet e CMC, è iniziato nel giugno 2016 ed é stato completato il 4 dicembre 2017, "dopo appena un anno e mezzo", ha sottolineato il manager ricordando che é stato completato anche il secondo tunnel.

La scelta di operare lo scavo in modo meccanizzato invece di quello così detto "tradizionale", in cui prevale il "fattore umano", ha consentito di raggiungere "alte velocità di avanzamento", ha evidenziato Liti. Il manager ha sostenuto che anche altre soluzioni tecniche, soprattutto nella sostituzione dei "dischi di taglio" della fresa, hanno consentito di "ottenere, e certificare, il record del mondo per produzioni mensili per tunnel con diametri simili a quello di Ismailia" (la massima produzione giornaliera è stata di 34 metri, quella settimanale di 206 e la mensile di 628 metri).

Proprio la manutenzione della testa della gigantesca 'talpa' (che ha diametro di scavo di oltre 13 metri) richiede che i tecnici operino in una "camera iperbarica" detta "man lock" per lunghi periodi di tempo, fino a 28 giorni, ha sottolineato Liti.

Gli specialisti diventano una sorta di astronauti che vivono in una speciale capsula (la "living chamber") pressurizzata a 6 bar, posizionata fuori dal tunnel e costituita da diverse stanze anche con docce e, ovviamente, servizi igienici: per collegarla alla testa di taglio è stato necessario l'uso di un sistema di trasporto detto, ancora con una metafora un po' spaziale, "shuttle".

Nell'esprimere "grande orgoglio" per queste realizzazioni italiane, il manager ha ricordato che Cmc ha un legame particolare con il canale di Suez: sul finire degli anni Novanta, la cooperativa ravennate aveva già ha scavato i quattro tunnel dell' "El Salaam Siphon", il canale d'irrigazione che porta l'acqua del Nilo nel Sinai. (ANSAmed).

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati

Business opportunities

Il sistema informativo sulle opportunità
di business all'estero

News dal Mediterraneo