Il bosco verticale di Boeri nel deserto del Cairo

L'architetto firma il primo progetto 'green' in Nord Africa

01 agosto, 14:40

(di Gaetana D'Amico)

IL CAIRO - Un polmone verde nel deserto del Cairo. E' quello che sorgera' nella nuova capitale amministrativa egiziana, a 45 km dal centro, grazie ad un accordo firmato tra la societa' immobiliare egiziana Misr Italia Properties e l'architetto italiano Stefano Boeri, progettista del bosco verticale, l'innovativo e pluripremiato progetto edilizio di Porta nuova a Milano.

Il nuovo insediamento urbano al Cairo, (con un investimento della Misr Italia di 16 miliardi di sterline egiziane, pari a 900 milioni di euro), e' strutturato secondo i principi della sosteniblita' energetica e ambientale e prevede nella parte piu' a nord la realizzazione di tre torri di 7 piani per 30 metri di altezza, in cui natura e architettura si integrano perfettamente. I tre boschi verticali della New Cairo, (dal costo di circa 164 milioni di euro), il primo progetto green in assoluto nella regione Mena (Medio Oriente e Nord Africa), sono stati progettati da Boeri con la designer egiziana Shimaa Shalash e la collaborazione dell'agronomo paesaggista, Laura Gatti per Misr Italia Properties. Di questi tre nuovi edifici, uno ospitera' un hotel, gli altri due invece saranno occupati da residenze di diverse tipologie, progettate per rispondere alle diverse necessita' degli abitanti della nuova capitale. Il bosco verticale di Boeri, che dovrebbe essere completato entro il 2023, e' stato illustrato dallo stesso architetto durante una conferenza stampa al Cairo, insieme all'amministratore delegato della societa' Misr Italia, Mohamed El-Assal. Presente, tra gli alltri, anche l'architetto Francesca Cesabianchi-partner dello studio Stefano Boeri architetti e project director. "L'idea che si possa realizzare al Cairo, che ha un alto tasso di inquinamento, un bosco verticale, rappresenta sicuramente una sfida", ha detto all'ANSA l'architetto. "Ma ci sono tanti altri progetti da poter realizzare. Per esempio - spiega Boeri- far diventare i tetti della citta' tutti verdi.

Oppure, quella di creare una foresta orbitale attorno al Cairo con dei corridoi verdi che entrano in citta'. E ancora, sostituire gli edifici degradati con strutture verdi". Secondo l'architetto, "ci sono molti modi in cui si fanno le citta' verdi, questo del bosco verticale e' un modo piu' economico e veloce per affrontare il cambiamento climatico. L'obiettivo del bosco verticale e' proprio quello di limitare l'inquinamento.

Sono solo piccoli sforzi, ma importantissimi. E far piantare un albero alle persone e' il modo migliore per coinvolgerle". Dopo aver lanciato il bosco verticale a Losanna, Parigi, Utrecht, Tirana, Shanghai e Eindhoven (dove per la prima volta l'edificio e' stato destinato al social housing e cioe' ad una utenza popolare), il progetto al quale Boeri rimane piu' affezionato e' quello di Amatrice dove ha disegnato l'area food e che "mi ha dato un'immensa gioia". "Dietro a ogni progetto c'e' un grosso lavoro di ricerca tecnica", afferma l'agronomo paesaggista, Laura Gatti. "Ogni situazione e' a se' e quello che cerchiamo di fare e' lavorare con i locali per selezionare le specie vegetali tipiche dell'area meglio adatte per il bosco e quindi non solo ornamentali", spiega.

"Quando ho visto per la prima volta il bosco verticale di Milano mi e' piaciuto molto e ho voluto subito incontrare Stefano per parlagliene. L'intesa e' stata immediata", afferma l'amministratore delegato di Misr Italia, El-Assal. "Qui al Cairo siamo i primi ad aver avviato un progetto ecosostenibile e ci auguriamo di poter continuare magari coinvolgendo anche il governo", aggiunge. (ANSAmed).

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